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“La questione Azienda Speciale deve trovare soluzioni rapide”. Dubbi del Centrodestra per Castelfranco sulla piscina

"Vista l'entità dell'investimento e i benefici per la collettività, ci siamo chiesti se questo importo non potesse essere impiegato per riqualificare altri impianti"

Azienda speciale e piscina hanno animato la discussione nell’ultimo consiglio comunale di Castelfranco di Sotto. “A distanza di quasi un anno abbiamo avuto conferma della fondatezza delle critiche e delle perplessità che avanzammo nel consiglio comunale di fine gennaio, allorquando puntammo il dito per l’ennesima volta sulla gestione disastrosa alla quale recentemente il compianto dottor Magni aveva cercato di porre un rimedio, anche alla luce dello studio che l’ente aveva commissionato ad un esperto perché ne rilevasse le criticità e proponesse ipotesi di futuro sviluppo (e che qualcuno nella maggioranza non si era, evidentemente, degnato neppure di leggere)”.

Lo dicono i consiglieri comunali di Centrodestra per Castelfranco Monica Ghiribelli, Alba Colombini e Nicola Sgueo. “A gennaio – ricordano – fummo accusati di fare discorsi da bar, di voler dare lezioni a chi non ne aveva bisogno. A novembre quei discorsi da bar si sono rivelati quanto mai fondati e veritieri. Contestammo all’epoca, e contestiamo ancora, che si tenti di scaricare la colpa dei bilanci in rosso sui dipendenti, dovendo semmai ricercare la responsabilità in chi ha amministrato in passato l’Azienda e in chi non ha mai vigilato, lasciando che la nave naufragasse sugli scogli.

Nessuno stupore, quindi, quando nel corso dell’ultimo consiglio comunale abbiamo appreso che il progetto dell’Isola della Salute non potrà essere gestito dall’Azienda (l’ipotesi è che ad accollarsi il progetto sia la ASL), così come non ci siamo stupiti davanti alla proposta di collocare la nuova sede della farmacia comunale all’interno del supermercato che verrà realizzato nei locali dell’ex Lorbac, oggi di proprietà dell’Unicoop. A gennaio lo avevamo già previsto e non certo perché dotati di particolari doti di preveggenza ma, semplicemente, perché abbiamo valutato dati e situazioni che erano e sono sotto gli occhi di tutti.

La questione Azienda Speciale deve trovare soluzioni rapide e la sua sorte non può essere legata alle lunghe tempistiche della Ausl e alle scelte imprenditoriali di Unicoop che, se mai dovesse realizzare un nuovo supermercato, legittimamente seguirà le tempistiche che sono per lei più convenienti ma che, con ogni probabilità, non saranno quelle più rispondenti alle necessità dell’Azienda Speciale, poiché ora che dovrà occuparsi in via pressoché esclusiva della farmacia, deve subito adoperarsi per portarla a quei livelli di redditività che si confanno ad una attività di quel tipo.

Considerato che le nostre valutazioni sulle sorti dell’Azienda Speciale si sono rivelate corrette, temiamo che altrettanto lo saranno quelle fatte sul progetto della piscina comunale: un investimento di oltre 600mila euro per realizzare un impianto che potrà essere utilizzato per poco meno di tre mesi all’anno, visto che si tratterà di una piscina completamente scoperta, senza possibilità di un suo utilizzo nei mesi invernali (qui), sembra poco opportuno e poco rispondente alle esigenze dei castelfranchesi, che da tempo chiedono di poter tornare a nuotare nella loro piscina per tutto l’anno.

Vista l’entità dell’investimento e i benefici che ne conseguirebbero per la collettività, ci siamo chiesti se questo importo così elevato non potesse essere impiegato per riqualificare altri impianti sportivi, magari per aggiungere quei pochi metri che mancano alla pista di atletica per avere quella lunghezza regolamentare che le consentirebbe di essere utilizzata per disputare gare ufficiali, che richiamerebbero un gran numero di atleti e di spettatori con tutte le ricadute economiche che gli eventi sportivi di un certo livello hanno sul territorio che li ospita.

Così come si poteva pensare a realizzare uno spazio per far allenare i ragazzi del pattinaggio artistico che tante e importanti soddisfazioni sportive ci hanno regalato. Insomma, lo sport a Castelfranco di Sotto ha bisogno di così tante cose che c’è l’imbarazzo della scelta. Staremo a vedere se una piscina scoperta, che continuerà a costringerci a cercare altre strutture per poterci dedicare all’attività natatoria da settembre a giugno, sarà la scelta giusta o se sarà l’ennesima scelta avventata di cui, come sempre, faranno le spese i castelfranchesi”.

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