Keu e blue mais, Cambiamenti chiede “Una presa di posizione critica e impegni per l’innovazione industriale”

Inoltre "abbiamo proposto una mozione per chiedere un vero e capillare sistema di monitoraggio ambientale"

“Abbiamo chiesto, oltre a una presa di posizione critica e autocritica sul silenzio delle istituzioni del Comprensorio sugli aspetti di specifica competenza della politica e che non possono essere rinviati alle conclusioni delle indagini della magistratura, la promozione di un’iniziativa di livello nazionale per ridefinire le condizioni di compatibilità ambientale del settore conciario e per assumere gli impegni necessari sul terreno del sostegno all’innovazione industriale e sul terreno sociale”.

Ma la risposta alla sua interpellanza, non ha soddisfatto Manola Guazzini, del gruppo consiliare CambiaMenti. “Do not disturb – spiega la consigliera comunale di San Miniato –, come nella placchetta che si appende alle porte delle camere di hotel quando non si vuole essere svegliati, è la frase che meglio descrive l’atteggiamento della giunta comunale di San Miniato. Notizie riportate dagli organi di informazione nel mese di gennaio sugli ultimi sviluppi delle inchieste blue mais e keu hanno parlato, nel primo caso, del sequestro preventivo di beni, da parte della direzione distrettuale antimafia di Firenze, fino all’importo di oltre 3 milioni di euro nei confronti del consorzio Sgs e di alcuni indagati, calcolato come l’illecito profitto derivante dal mancato conferimento in discarica dei rifiuti speciali; nel secondo del sequestro, disposto dal Tribunale di Firenze, di beni per oltre 5 milioni di euro all’imprenditore Francesco Lerose. I sindacati hanno espresso allarme per le difficoltà che potrebbero essere arrecate al sistema economico locale dalle richieste di risarcimento dei danni.

Ci è sembrato perciò necessario sollevare di nuovo la discussione su questi casi con un’interpellanza. Tra l’altro, se non lo facciamo noi, ci sembra proprio che nessun altro provochi discussioni su queste questioni nelle istituzioni locali del Valdarno Inferiore. Abbiamo perciò evidenziato di nuovo questioni sul controllo ambientale che oggi appaiono insufficienti e ci sembra urgente, d’intesa con gli altri Comuni del Comprensorio, iniziare un serio processo di valutazione e di messa a punto del rapporto tra i poteri pubblici e il nostro sistema produttivo; questo per salvaguardare anche le imprese virtuose che devono competere con sistemi non concorrenziali”.

Inoltre “abbiamo proposto di far nostra la mozione approvata all’unanimità dei presenti dal consiglio comunale di Pisa il 18 gennaio 2022 per chiedere un vero e capillare sistema di monitoraggio ambientale, potenziando Arpat sul fronte del personale, delle risorse e della logistica anche laddove anni fa la rete fu depotenziata, a cominciare dal Comprensorio del Cuoio.
L’amministrazione comunale ha risposto negando il silenzio della politica su queste vicende e riferendosi a iniziative istituzionali che semmai riguardano esclusivamente l’Assessorato all’Ambiente della Regione Toscana, in contrasto, a quanto si apprende dai giornali, con l’orientamento generale della Giunta. Ha continuato a negare ogni esigenza di discontinuità sul terreno strategico del rapporto tra sviluppo e ambiente e della costruzione di un’autentica economia circolare. Sul resto se l’è cavata opponendo dei ‘faremo’ o degli ‘stiamo facendo’, assolutamente troppo generici per essere credibili, alle nostre precise richieste di adeguamento dei regolamenti antimafia e della rete di monitoraggio ambientale”.

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