Piano Strutturale Intercomunale, le opposizioni a San Miniato chiedono più partecipazione

E il coinvolgimento delle consulte territoriali. Presentata una mozione

Organizzare quanto prima un momento di presentazione preliminare degli elaborati del Piano e di discussione preliminare in sede di Commissione Assetto del Territorio e di Assemblea consiliare, prevedere e a rendere organizzativamente possibili qualora siano richiesti incontri tra i gruppi consiliari e la struttura tecnica che sta redigendo lo schema del Piano Strutturale per ricevere chiarimenti, presentare richieste, evidenziare eventualmente problemi e criticità e definire e a portare rapidamente a conoscenza dei gruppi consiliari un calendario di presentazione e discussione degli elaborati nelle sedi delle consulte territoriali, concordandolo con i tecnici progettisti e con la struttura tecnica del Comune”. E’ quanto chiedono, con una mozione già presentata e che sarà prossimamente discussa in consiglio comunale, Manola Guazzini per la lista civica CambiaMenti, Roberto Ferraro per la Lega Salvini Premier e Michele Altini del gruppo Forza Italia.

I gruppi e i consiglieri di opposizione chiedono, in sostanza, un percorso di maggiore coinvolgimento per la redazione del nuovo Piano strutturale intercomunale, uno dei principali atti di programmazione dell’amministrazione comunale.

La richiesta nasce in considerazione del fatto che “si è tenuto a Fucecchio venerdì 11 marzo un incontro di presentazione pubblica del Piano Strutturale Intercomunale di San Miniato e Fucecchio, con la partecipazione di tecnici, portatori di interesse e della cittadinanza organizzata” e che “sono previsti entro il mese di giugno quattro eventi on line, uno dei quali si è già tenuto il 28 febbraio, incentrati su temi specifici, e un evento pubblico ‘di restituzione’ finalizzato alla condivisione di quanto emergerà dagli incontri di confronto”. Il progetto prevede che i cittadini possano proporre domande e suggerimenti via zoom, modalità che, secondo i consiglieri, “per quanto utili e apprezzabili, non possano sostituire né il confronto istituzionale né una seria discussione organizzata sul territorio, che coinvolga in primo luogo le consulte territoriali”.

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