Corrado Guidi sfida il Pd e punta a riconquistare Bientina foto

Presentata la lista. Il candidato sindaco: "C'è bisogno di ricostruire il legame con il territorio"

“Sposato e con una figlia, consulente di aziende nazionali e straniere leader nei propri settori e… sindaco dal 2007 al 2017”. Passato e presente di Corrado Guidi si sono incontrati questa mattina (14 aprile), in quella piazza che ogni mattina vedeva dalla finestra del suo ufficio da primo cittadino. Quella “stanza dei bottoni” nella quale adesso vuol tornare in sfida al Partito Democratico.

“Siamo qui perché una parte della nostra comunità chiede una gestione differente del paese – ha dichiarato l’ex sindaco nel presentare la sua lista civica Bientina nel Cuore –. Una richiesta posta al sottoscritto da singoli cittadini e cittadine ma anche da portatori di interesse collettivo, gli stakeholder, da giovani e meno giovani”.

Una candidatura della quale si parlava ormai da quasi due mesi, come uno spettro che aleggiava sulla testa di quel Partito Democratico che Guidi ha frequentato sia in sede provinciale che comunale, dalla fondazione. Una sfida che adesso è lanciata e che si configura come uno scontro a due, fra lui ed il sindaco uscente Dario Carmassi, con la probabile assenza di terze liste.

corrado guidi candidato sindaco bientina

“Il fulcro è presiedere con costanza e autorevolezza le questioni del paese, dare risposte certe ascoltando le istanze tra la gente e per la gente, realizzare risposte immediate e non tergiversare o dire ‘si’ per cose che poi non succedono – dichiara il candidato, che nei prossimi giorni presenterà ufficialmente la lista. – Perché la politica vera si basa sui fatti non sulle parole o le intenzioni. Fare politica locale non significa eseguire solo misure governative o regionali, piuttosto assumersi la responsabilità di progettare o non fare scelte dirette per il territorio: commercio, turismo, scuole, sociale, sanità, ambiente, digitalizzazione, infrastrutture, viabilità e soprattutto benessere. Il benessere di una comunità non si calcola solo dalle opere pubbliche, quando vengono fatte, o dai bilanci, ma da quanto si riesce a intercettare le emozioni delle persone, i loro sogni, i loro bisogni, anche quelli più quotidiani, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando la gente si sente più fragile, più sola, e quindi chi amministra deve avere il dovere e la capacità di vederla. E’ semplice: come cittadino, se ho difficoltà o se ho un’idea per la mia comunità, non devo cercare gli amministratori, devo trovarli con facilità, solo così mi sento più al sicuro”.

Tutto questo, senza risparmiare qualche stoccata al suo vecchio ‘delfino’, oggi sfidante. “Un comune non si governa solo da una scrivania – dice –. La gente ha bisogno di vedere gli amministratori che tengono al loro territorio, lo girano, lo perlustrano se ne prendono cura direttamente. Parlano con le persone le cercano e non le fuggono. Credo che i cittadini di Bientina sentano il bisogno di una guida del paese che sia più presente di come fatto in passato. Qualcuno che non li lasci in balìa del Covid come avvenuto in questi due anni. Amministratori che governano ma che sopratutto amano il loro paese. Per questo abbiamo scelto una lista civica: pensiamo che mai come adesso abbiamo bisogno di civismo e di una cittadinanza attiva. Solo ciò che si ama evolve. Solo ciò di cui ci si prende cura progredisce. Noi cercheremo di farlo tutti insieme”.

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