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“Gli anni di governo non danno la patente di infallibilità”, Faraoni sul consiglio di Santa Maria a Monte

Considerato "un vero flop". La passerella di Ponticelli avrebbe dovuto essere "più semplice, diversamente ubicata e anche meno costosa"

“La mancanza assoluta della cittadinanza, vuoi per la rassegnazione che permea l’opinione pubblica quando vede che non c’è coinvolgimento né condivisione per le scelte, vuoi per la scelta del luogo lontano dalla zona interessata ha fatto si che il consiglio comunale aperto non abbia avuto la sua specifica funzione”. Lo sottolinea la segretaria del Pd di Santa Maria a Monte Patrizia Faraoni, commentando il consiglio comunale aperto di ieri 12 maggio sulla passerella di Ponticelli (qui).

Il Consiglio, spiega Faraoni, aveva “lo scopo di illustrare ai cittadini il progetto della ‘nuova’ passerella a Ponticelli che risorgerà sulle rovine di quella purtroppo crollata un anno e mezzo fa. Purtroppo vuoi per l’ubicazione del consiglio tenutosi all’auditorium della scuola media e non come noi ritenevamo fosse più opportuno a Ponticelli in locali quali la palestra oppure la Montesina che potevano rendere possibile la partecipazione dei cittadini interessati, il consiglio si è rivelato un vero flop”.

“L’umor della gente – secondo Faraoni – che si sente in giro è quello di un’opera che vista la necessità di ripartire avrebbe dovuto essere completamente ripensata sia nell’impatto ambientale che strutturale e contemporaneamente ripensata insieme ad altre competenze vedi la Provincia per riuscire a rendere sicuro il ponte stesso. Questa è anche la nostra opinione che abbiamo espresso in consiglio, infatti secondo il nostro parere visto che purtroppo era necessario ripartire e considerato che la precedente progettazione risaliva al 2017 e quindi invecchiata di ormai oltre cinque anni compreso il lievitare dei prezzi, a nostro avviso sarebbe stato necessario ed opportuno ripensare totalmente l’ubicazione della passerella stessa modificandone il progetto, l’accesso e la struttura.

La condivisione di cui parlavamo consisteva proprio nel ripensare insieme non solo a noi ma anche alla popolazione del luogo un diverso progetto anche nella sua struttura, purtroppo motivata da logiche legate all’acque dell’Usciana, ma anche nell’accesso. Questa passerella faraonica sembra voler concorrere con il ponte stesso per le dimensioni con la sola differenza che sulla passerella passano i pedoni mentre sul ponte le auto.

Riteniamo che il costo che sembra addirittura lievitato del 60% avrebbe a nostro avviso dovuto creare qualche ripensamento sapendo anche che non si potrà più usufruire del finanziamento regionale causa il crollo della precedente passerella: a nostro avviso ripensare ad una struttura più semplice, diversamente ubicata e anche meno costosa sarebbe stato opportuno. Questa è la nostra posizione espressa in consiglio.

Cerchiamo di rappresentare come ci compete, quale forza presente in consiglio anche se di opposizione, quelle che sono le problematiche che a nostro avviso emergono, ad esempio nella piccola passerella (leggi anche) che ha avuto l’avallo tecnico dell’amministrazione e che trova la sua uscita sulla strada in prossimità di una curva altamente utilizzata dalla viabilità di accesso alla Coop: anche questa a nostro avviso poteva essere più attentamente studiata senza lasciarsi condizionare dalla proprietà privata che ne impediva l’uscita in maniera corretta e sicura.

Queste cose durante il consiglio sono state dette da noi rappresentanti di un’opposizione che dovrebbe essere ritenuta una controparte importante e degna di rispetto in un contesto democratico quale la nostra amministrazione vuole e deve essere ma purtroppo ci stati apprezzamenti abbastanza inopportuni e attacchi personali che fanno venir meno il rispetto dovuto.
Crediamo sia importante il confronto delle posizioni anche se diverse e ragionare su queste dovrebbe essere costruttivo ed apprezzato soprattutto in un consiglio comunale dove il ruolo dell’opposizione ha lo spazio riconosciuto per il funzionamento della democrazia, ruolo che si attua nel controllo sull’operato della maggioranza, nella critica dell’indirizzo sia politico che gestionale, nella proposizione di un diverso indirizzo politico e di diverse soluzioni gestionali.

Purtroppo alcuni rappresentanti della giunta del nostro comune non la pensano così e utilizzano modalità di disprezzo che evidenziano oltre alla mancanza di rispetto per chi rappresenta opinioni diverse anche a dir poco offensive sul piano personale sminuendone capacità ed intelligenza. Gli anni di governo non danno la patente di infallibilità, accettare il confronto a nostro avviso è sinonimo di democrazia sempre che si sappia ancora cosa sia”.

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