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CambiaMenti: “Piano strutturale intercomunale, gli elaborati vanno messi a disposizione”

Respinta la mozione che proponeva alla giunta di analizzare il materiale tecnico

Un percorso partecipativo a livello istituzionale e delle consulte territoriali sul piano strutturale intercomunale: è la proposta presentata su iniziativa di CambiaMenti e sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione che però è stata respinta dalla maggioranza in consiglio comunale.

“Dal momento che venerdì 11 marzo si è tenuto a Fucecchio un incontro di presentazione pubblica del piano strutturale intercomunale di San Miniato e Fucecchio, con la partecipazione di tecnici, portatori di interesse e della cittadinanza organizzata, che sono previsti – spiega CambiaMenti -, entro il mese di giugno quattro eventi on line incentrati su temi specifici, e un evento pubblico “di restituzione” finalizzato alla condivisione di quanto emerso dagli incontri di confronto, e che infine è stata predisposta una piattaforma zoom per consentire ai cittadini di proporre domande e suggerimenti via zoom, si chiedeva alla Giunta di organizzare quanto prima un momento di presentazione preliminare degli elaborati del Piano e di discussione preliminare in sede di commissione urbanistica e di assemblea consiliare; di prevedere e rendere organizzativamente possibili, qualora richiesti, incontri tra i gruppi consiliari e la struttura tecnica che ha redatto lo schema del piano strutturale per ricevere chiarimenti, presentare richieste, evidenziare eventualmente problemi e criticità; di definire e portare rapidamente a conoscenza dei gruppi consiliari un calendario di presentazione e discussione degli elaborati nelle sedi delle Consulte Territoriali, concordandolo con i tecnici progettisti e con la struttura tecnica del Comune”.

“A queste ragionevolissime richieste la maggioranza ha risposto di no – si spiega -, opponendo il livello di insufficiente definizione degli elaborati e i tempi ancora lunghi per la predisposizione del Piano e il fatto che alcuni di questi impegni sono impliciti, anche nel documento di indirizzo con cui fu affidato l’incarico per la redazione del Piano. Ma in realtà, o non c’è davvero niente da mostrare e su cui discutere, e allora non si vede perché si tengano incontri con tecnici, “portatori d’interesse”, cittadinanza organizzata. O qualcosa c’è, e allora lo si dovrebbe mostrare e se ne dovrebbe discutere prima di tutto nelle sedi istituzionali, e poi negli organismi di partecipazione territoriale, anche per raccogliere domande e proposte. Il Piano Strutturale è infatti un atto rilevantissimo, da cui dipenderà per decenni il futuro del nostro territorio. Su un atto del genere si deve svolgere un confronto politico di livello più alto possibile, col coinvolgimento massimo della gente. Se qualcuno avesse in mente di procedere a una somma di contrattazioni con interessi particolari o di categoria, sappia che noi ci opporremo in ogni modo e useremo ogni strumento per promuovere la discussione necessaria”.

“E, quanto agli impegni verbali – prosegue la nota -, o anche a quelli assunti con atti del Consiglio, per capire quanto ci si può fidare su questo piano dell’amministrazione di San Miniato, basta fare il confronto tra la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale sulla necessità di promuovere, con una serie dettagliata di strumenti e procedure, un bilancio partecipato, e la prassi con cui sono stati approvati i bilanci del 2020, del 2021 e 2022, e con cui sono state portate praticamente a ratifica diverse varianti, l’ultima delle quali approvata di Giunta benché non ne esistessero i requisiti d’urgenza. Oltre alla trattazione di due nostre interpellanze sull’argine dell’Arno a San Donato e sulla sede di Vocintransito, ha preso molto tempo in questo consiglio anche la discussione sulla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, atto certo necessario e semmai tardivo. Ma dovrebbe essere chiaro che l’antifascismo non dovrebbe essere fatto solo di atti simbolici come questi, ma dovrebbe comportare un’attenzione costante e continua (ad esempio, come abbiamo fatto notare, coinvolgere il Consiglio e non solo il Sindaco e il Consigliere delegato alla memoria nelle visite ai campi di sterminio), e soprattutto dovrebbe implicare un’attenzione agli antipodi della pratica di questa giunta alle dinamiche di partecipazione e al funzionamento di quelle assemblee elettive, che non a caso il Fascismo soppresse o privò di ogni potere”.

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