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Scuola di Marti, Squarcini: “Ben 4 anni per fare il lavoro di uno. Impegni sempre disattesi”

"Nel frattempo, perdendo di vista le priorità, si riordinano gli uffici e si cambia per ben due volte, in poco meno di due mesi, il responsabile dei lavori pubblici"

“Dopo le consulte di Casteldelbosco, Montopoli Valdarno e Marti, c’è stato solo da constatare l’ennesima delusione dei cittadini che ogni volta vedono slittare, in avanti, le promesse di questa Amministrazione, poco prima date per certe. Ormai la musica è sempre la stessa: di fronte alle aspettative, si comunicano date lontanissime per ultimare i lavori oppure non le si comunicano affatto”. Lo dice la consigliera comunale della Lega Silvia Squarcini che spiega come il sindaco Giovanni Capecchi “ha affermato come le opere pubbliche da realizzare, (perfino quelle urgenti,) siano ferme, rallentate o addirittura cancellate a causa di due anni di pandemia e per l’aggravarsi delle tensioni internazionali fino allo stato di guerra in cui adesso ci troviamo.

Viene spontaneo domandarsi se questi eventi abbiano colpito solo il nostro Comune, perché, guardando intorno, non sembra che altri Comuni si siano lasciati andare ad un simile stato di inerzia per questi motivi. Valga su tutto, l’esempio del mancato avvio dei lavori sulla scuola di Marti, chiusa dai primi giorni di ottobre 2021 per inagibilità, in relazione ad una verifica che lo stesso Comune ha fatto eseguire a tutela di tutti gli utilizzatori e che, per questo, avrebbe goduto di tutte le necessarie urgenze e procedure agevolate per dare avvio ai lavori di adeguamento.

Per circostanze esattamente sovrapponibili accadute alla scuola Curtatone e Montanara, il Comune di Pontedera ha avviato i lavori con la necessaria urgenza ed entro fine agosto 2022 consegnerà la nuova scuola Dino Carlesi. Per sottolineare quanto quel Comune, abbia valutato l’importanza della sicurezza della scuola ma anche di mantenere gli impegni presi con la collettività, il Comune di Pontedera non solo ha acquistato un nuovo immobile e finanziato i lavori per la sua ristrutturazione per circa 10 milioni di euro (di cui 3 milioni dati dalla Regione ed il resto reperito con accesso a mutuo), ma ha fatto in modo di imprimere la necessaria urgenza, sia per la progettazione esecutiva, sia per avviare le procedure di gara e avvio dei lavori che, iniziati a febbraio di quest’anno, procedono spediti, svolgendosi anche nei giorni festivi. Montopoli, con un preventivo di quasi un milione di euro, pur godendo di un immediato finanziamento regionale di 400mila euro, ottenuti fin dal dicembre scorso, non ha ancora un progetto esecutivo, preferendo indugiare su ulteriori inutili verifiche, che hanno ovviamente confermato le precedenti, e non ha neanche dato seguito all’incarico per il progetto esecutivo per fare in modo che i lavori iniziassero al più presto.

Senza dimenticare che, stavolta non può essere evocata neanche mancanza di soldi, visto che più volte il Sindaco ha dichiarato che questo non è il problema. E, aggiungiamo rispetto a Pontedera, come perfino il debito pubblico del comune di Montopoli è di gran lunga molto più virtuoso, condizione che avrebbe potuto assicurare un accesso al credito molto più facile. Ma sulla vicenda, perfino l’approccio comunicativo delle due amministrazioni comunali è stato molto diverso. Dove il Sindaco di Montopoli si è sempre ben guardato da parlare dei problemi strutturali della scuola di Marti, facendo credere, con le proprie dichiarazioni e smentendo la sua stessa ordinanza, che la chiusura dell’immobile fosse dovuta solamente al non rispetto dei ‘nuovi’ parametri antisismici. Precisazione importante quella dovuta alla staticità dell’edificio che il Sindaco si è ben guardato da specificare, forse perché avrebbe messo in evidenza come precedenti perizie – o presunte tali – assicuravano la sicurezza della scuola sebbene redatte sulla scorta di semplici congetture prive di riscontro tecnico.

Perfino nell’ultima consulta di Marti si sono di nuovo arrampicati sugli specchi, pur di non confermare lo stato reale dell’immobile e qualcuno dell’amministrazione comunale, di fronte ai risultati della relazione tecnica – con tanto di saggi, verifiche e calcoli – li ha in pratica messi in dubbio definendoli ‘questione di punti di vista’. Dopo che gli uffici, entro la fine del 2021, avevano definito modalità e tempi d’intervento per mantenere la parola data ai genitori, all’indomani della chiusura, di fatto trascorrono 8 mesi e per la scuola di Marti non viene fatto nulla di concreto, salvo le effimere giustificazioni dell’aumento dei prezzi, della pandemia, della guerra Russia Ucraina e via di seguito. Nel frattempo, sempre perdendo di vista le priorità, si riordinano gli uffici e si cambia per ben due volte, in poco meno di due mesi, il responsabile dei lavori pubblici, costringendo ogni volta a ripartire da zero.

Solo a marzo 2022 arriva l’incarico ad un nuovo ingegnere, per il progetto esecutivo, con data prevista di consegna per il 29 maggio 2022, poi prorogata al 29 luglio 2022 (chissà perché, visto che poteva essere approntato già entro gennaio con la precedente tabella di marcia). Addirittura, l’amministrazione comunale evoca il rispetto di un presunto cronoprogramma della Regione, secondo il quale l’affidamento dei lavori dovrà rispettare fine marzo 2023 e ultimazione dei lavori entro il 2026; cronoprogramma che in realtà concerne l’uso e la rendicontazione del finanziamento ricevuto e non certo la tempistica dei lavori. Ancora una volta disinformazione verso la gente che, quanto meno, avrebbe diritto ad essere correttamente informata. Così si giunge a ben 4 anni per un lavoro che si sarebbe potuto eseguire in un anno.

Le tante promesse disattese su tutti i fronti, hanno portato ad un’ insofferenza da parte dei cittadini, di cui si è avuta conferma in tutte le ultime consulte di frazione e sui Social, dove ogni giorno si avverte la sfiducia verso questa amministrazione. Ogni volta che viene chiesta la soluzione ad un problema o i tempi tecnici per realizzare quanto promesso, anche a fronte di progetti già realizzati e pronti entro il dicembre 2021, oggi la risposta politica è sempre la stessa: stiamo avviando, stiamo procedendo. Forse contando sul vecchio adagio secondo il quale la speranza è l’ultima a morire. O fai domani quello che potresti fare oggi”.

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