Superbonus, l’appello della Lega: “Molti cittadini e imprese del Cuoio si stanno trovando in grossa difficoltà”

"Lo Stato ha gli strumenti per 'convincere' le aziende a riaprire alle anticipazioni garantendo in tutta Italia il medesimo trattamento e il rispetto delle leggi"

“Nel comprensorio del cuoio, molte famiglie hanno acceduto alla legge assumendo impegni e molte ditte sono state coinvolte, anche come soggetti anticipatori del bonus. Ma questa legge sembra proprio non voglia essere ‘digerita’ da qualcuno e da mesi si sta facendo ‘melina’ per non assolvere agli impegni in essa contenuti. Non sappiamo cosa stia accadendo nel resto d’Italia, quello che è certo è che nel comprensorio del cuoio molti cittadini e molte imprese si stanno trovando in grossa difficoltà difronte a una situazione che sostanzialmente sta rendendo nulle alcune fondamentali agevolazione previste della legge”. A dirlo sono i consiglieri del gruppo della Lega di San Miniato rispetto alla situazione che sta emergendo attorno al superbonus del 110% sulle ristrutturazioni.

“Una proposta di legge – spiegano i consiglieri – si può condividere o meno, ma quando diventa legge dello Stato tutti devono rispettarla, in primis i soggetti istituzionali vincolati ai dettami previsti dal dispositivo e quindi obbligati al rispetto della legge. Questo si chiama Stato di diritto e non dovrebbe essere oggetto di tentennamenti né di parzialità di alcun tipo. Quello che sta accadendo per il cosiddetto Superbonus del 110% nel comprensorio del cuoio è l’opposto di ciò che in una normale gestione della cosa pubblica dovrebbe accadere. Siamo in presenza di una legge dello Stato che ha come obiettivo quello di stimolare i cittadini ad effettuare lavori di miglioria sugli immobili, ai fini del contenimento dei consumi energetici oltreché per stimolare l’economia italiana duramente provata da due anni di pandemia”.

Il problema è che “sul nostro territorio quasi più nessuno anticipa i crediti fiscali con la necessaria celerità, trincerandosi dietro l’esaurimento dei fondi. Chi sta pagando duramente questa situazione sono le aziende locali del settore edile e i cittadini che hanno solo la colpa di aver creduto in una legge dello Stato. Gli ambienti che contano, dopo aver ipocritamente cavalcato il tema delle truffe per giustificare i ritardi nella applicazione della legge sui superbonus, stanno diffondendo report dai quali emergerebbe che le erogazioni avrebbero sforato di 400 milioni la previsione di spesa, a giustificazione del blocco in atto delle erogazioni previste dalla legge. Ci domandiamo quando e come erano stati avvertiti i cittadini che c’era un plafond nazionale per l’utilizzo del bonus?

Lo stop vale su tutto il territorio nazionale o il comprensorio del cuoio è fra i territori che questa volta devono pagare pegno? Come è possibile che 400 milioni possano mettere in crisi il bilancio dello Stato tanto da fargli disapplicare una disposizioni di legge? Qualcuno si rende conto che questo atteggiamento irrispettoso delle previsioni contenute in una legge può creare il fallimento di migliaia di aziende, avviando un caos sociale di dimensioni inimmaginabili?
Lo Stato ha gli strumenti per ‘convincere’ le aziende a riaprire alle anticipazioni garantendo in tutta Italia il medesimo trattamento e il rispetto delle leggi. Questo dovrebbe accadere in uno Stato degno di questo nome”.

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