San Miniato, CambiaMenti “boccia” Giglioli e punta al 2024: “Un’amministrazione debole e immobile” foto

Nel mirino anche l’accentramento di deleghe nelle mani del sindaco. Le proposte del comitato per il bilancio

“CambiaMenti c’è e va avanti. Siamo presenti sia a livello istituzionale con la consigliera Guazzini che nei territori e continueremo a raccogliere le istanze dei cittadini come abbiamo fatto finora”. Con queste parole Federico Faraoni, presidente del Comitato CambiaMenti, lascia intuire, nemmeno troppo velatamente, che l’esperienza civica che ha smosso il mercato elettorale di San Miniato alle scorse amministrative sarà presente anche alla prossima tornata, nel 2024. È ancora troppo presto, però, per tracciare i dettagli di quella che si annuncia una campagna elettorale del tutto incerta: per il momento CambiaMenti rimane ancorato al ruolo di opposizione e in questo solco si colloca la conferenza di oggi (23 luglio) nella sede del comitato. Tra i presenti oltre al presidente Faraoni e alla consigliera Guazzini anche il vicepresidente Gianluca Santaniello, la dirigenza del Comitato e alcuni attivisti.

È una sorta di bilancio di metà mandato quello presentato oggi che assume i contorni di critica e provocazione. Di regola, infatti, sono le amministrazioni in carica a presentare i risultati del loro operato tramite una riflessione che aiuta anche a orientare meglio il da farsi nella parte finale del mandato. “Questa amministrazione è deficitaria – sostiene Manola Guazzini, consigliera di CambiaMenti -. Per questo abbiamo ritenuto sopperire a una carenza dell’amministrazione, che evidentemente non ha ritenuto finora ristabilire le priorità degli ultimi anni di mandato. Ci sono molte cose che non stanno funzionando a San Miniato e il nostro bilancio è tutt’altro che positivo”.

Trasparenza, gestione delle deleghe, funzionamento della macchina comunale, urbanistica e indirizzo politico in generale sono al centro delle critiche del Comitato. “Troppo spesso ci sentiamo rispondere dal sindaco – continua Guazzini – che la competenza di determinati servizi è di altri. Riteniamo che il Comune debba assumere un ruolo più autorevole, deve stimolare e farsi portavoce delle esigenze dei cittadini”.

“Altra cosa è l’immobilismo di questa amministrazione – dice Guazzini -. A due anni dalla morte del compianto Bertini ancora non è stato in grado di sostituire l’assessore al bilancio. Il sindaco ha concentrato su di sé deleghe importantissime, di estremo peso, di cui non vediamo segnali concreti. Ha il 60 percento delle deleghe di un comune”.

Da qui l’elaborazione di cinque punti in vista della discussione del bilancio 2023. Al primo posto la richiesta di maggiore condivisione e partecipazione nella costruzione del bilancio. Sia nelle istituzioni che nei territori la discussione, secondo CambiaMenti, è ridotta ai minimi termini. La seconda questione riguarda l’efficienza della macchina comunale in generale: il Comitato ritiene “indispensabile un piano organico di potenziamento e di crescita delle risorse umane a disposizione del comune”. Ancora perplessità sul nuovo piano strutturale: “La giunta ha respinto la proposta di individuare momenti di presentazione e discussione preliminare del piano, sottraendosi di fatto a riflessioni sull’urbanistica importantissime”. Quali queste questioni? “L’affermazione effettiva, e non solo verbale, del principio del risparmio del suolo (priorità resa drammaticamente urgente dalla crisi climatica); la messa in sicurezza della Tosco-Romagnola e la rigenerazione urbana delle aree delle concerie dismesse anche attraverso la realizzazione, d’iniziativa pubblica, di un recupero esemplare a fini di pubblica utilità”. Su quest’ultimo pubblico l’auspicio del gruppo di opposizione è che il Comune avvii un progetto pilota di acquisto e riqualificazione di uno dei molti volumi abbandonati nella frazione di Ponte a Egola. L’idea è quella di fungere da esempio e ispirare, perché no, anche i privati a fare lo stesso. Altra questione riguarda le criticità del sistema scolastico, a partire dalle strutture: il gruppo di opposizione ribadisce la necessità di riportare il liceo Marconi nella sede di via Catena. “Questo – sostiene Guazzini – comporta certamente riflessioni su viabilità e parcheggi, ma sono questioni che vanno affrontate. Inoltre, bisogna abbandonare la logica emergenziale nell’affrontare l’organizzazione degli spazi scolastici: non è possibile che ogni anno a settembre, diverse classi si trovino a essere spostate con soluzioni di fortuna”. Ancora un tema caldo, caro al centro storico, è quello del turismo e del modello di crescita a cui aspira San Miniato. “Serve l’interazione con la residenza: un modello ben diverso da quello che punta di fatto sulla movida notturna e festiva di fronte a pochi locali del centro storico”

Senza dubbio protagonista della prossima campagna elettorale sarà anche la questione del Keu, che implica un possibile ma per niente scontato ripensamento del funzionamento del distretto. Sul tema CambiaMenti ha avuto il merito di far approvare una mozione in consiglio comunale. Merito che il comitato rivendica: “Se non ci fosse stata cambiamenti non si sarebbe parlato della questione keu – ha detto Guazzini -. E qui mi limito a respingere al mittente gli attacchi del segretario del Partito democratico di San Miniato. Noi non siamo contrari a riconoscere il dialogo o l’importanza del sistema produttivo, ma vogliamo parlare dei rischi che ci sono in questo sistema. La politica deve dire la sua per riacquisire un ruolo di controllo e di indirizzo. Ma nessuno è contrario a questo settore produttivo, anzi siamo orgogliosi e vogliamo tutelare gli imprenditori onesti”.

“Cambiamenti esiste – ha detto in conclusione Guazzini, pensando al prossimo futuro -. Noi non siamo contrari ai partiti né alle alleanze, ma abbiamo dei principi. Su alcune cose riguardanti il sistema di governo che abbiamo in mente e alcuni punti programmatici restiamo ferrei”

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