Lega: “Frazioni periferiche dimenticate con cittadini figli di un Dio minore”

"Vi è una quasi totale assenza di concreta progettualità, surrogata solo da discorsi e promesse che non trovano mai realizzazione"

“Fino a quando i cittadini che risiedono nelle frazioni periferiche dovranno sopportare di essere figli di un Dio minore?”. Se lo chiedono i consiglieri del gruppo della Lega a San Miniato, che commentano le recenti iniziative illustrate dall’amministrazione comunale.

“In questi ultimi mesi – spiegano i consiglieri comunali – il Comune ha assunto iniziative per il capoluogo con l’introduzione della zona a traffico limitato (qui) e per San Miniato Basso ha annunciato che farà investimenti volti a migliorare la vivibilità e la capacità aggregativa della frazione che ama chiamarsi Pinocchio (qui). Alcune di tali iniziative possono anche non essere condivise, ma resta il fatto che almeno si è tentato di uscire da un immobilismo che dura da 20 anni, conseguenza anche di scelte sbagliate delle passate Amministrazioni che hanno comportato perdite milionarie per il Comune, prosciugandone le risorse.

Quello su cui non si può essere assolutamente d’accordo è il diverso trattamento che subiscono alcune importanti frazioni come Ponte a Egola, San Donato e San Romano le quali appaiono totalmente dimenticate, fuori dal cono di luce dell’Amministrazione comunale. In queste frazioni vi è una quasi totale assenza di concreta progettualità, surrogata solo da discorsi e promesse che non trovano mai realizzazione.

Centri di assistenza sanitaria particolarmente utili ai cittadini anziani, ma non solo, sono totalmente assenti a San Donato e San Romano, mentre a Ponte a Egola l’esistente è precario e costantemente a rischio chiusura. L’idea di creare centri di aggregazione connessi a moderne strutture e arredi pubblici nei quali i cittadini possano incontrarsi e sviluppare quel clima di comunità caratteristico dei piccoli borghi non è neppure all’orizzonte, se si esclude ciò che viene costantemente fatto e organizzato intorno alle strutture di partito.

San Donato è urbanisticamente un dormitorio né vi sono progetti per renderlo più vivibile, mentre Ponte a Egola da decenni soffre il degrado derivante dalle vecchie strutture industriali sulle quali tanto si parla ma niente si fa. In questa frazione non riescono a decollare neppure elementari progetti che potrebbero dare ossigeno alla frazione come il ponte pedonale di collegamento con Molino d’Egola. Anche in questo caso tante parole ma niente fatti. Per quanto riguarda San Romano la situazione di abbandono va oltre ogni immaginazione”.

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