Codice fiscale sbagliato sugli avvisi di pagamento, Lambertucci e Fanella si rivolgono al servizio Tributi

"Non è stata data la possibilità a chi paga importi superiori a 250 euro di pagare con rata unica"

Questa mattina 30 agosto, su segnalazione dei consiglieri di opposizione Alessandro Lambertucci e Valentina Fanella, il servizio Tributi del comune di Santa Croce sull’Arno ha verificato che in alcuni avvisi inviati ai cittadini vi sarebbe un errore evidente nell’indicazione del codice fiscale dell’ente creditore che addirittura destinerebbe il pagamento al Comune di Feltre invece che a quello della cittadina conciaria”.

I due consiglieri comunali segnalano infatti che “sarebbe in sostanza riportato quale numero di codice fiscale quello errato di 00133880252 invece che quello esatto del Comune di Santa Croce sull’Arno corrispondente al numero 00311960504″. Gli uffici dell’amministrazione hanno assicurato ai consiglieri che l’errore, forse dovuto al repentino passaggio della riscossione da Sepi direttamente agli uffici comunali, sarà immediatamente risolto ma Fanella e Lambertucci si sono raccomandati che occorre dare subito le dovute indicazioni ai contribuenti al fine di non dover rendere più gravoso per loro il pagamento.

I consiglieri hanno anche evidenziato che, in alcuni avvisi, “non è stata data la possibilità a chi paga importi superiori a 250 euro di pagare con rata unica il dovuto dando vita così ad una evidente disparità tra chi paga in un’unica soluzione un importo minimo rispetto a chi è costretto a pagarlo invece in più rate con spese di disposizione bancaria triplicate.

L’ufficio ha risposto che le falle sono dovute al programma e che chi vuole potrà fare comunque il versamento in un’unica soluzione con bonifico bancario. Al netto dei disguidi per il passaggio ad una riscossione diretta da parte del Comune è, comunque, importante che questi errori siano evitati il più possibile da parte dell’amministrazione e che, oltre a dare la dovuta informazione ai cittadini su come pagare correttamente e in maniera per loro meno onerosa, vengano eliminate alcune disparità evidenti che dai cittadini sono percepite come molto fastidiose“.

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