Il caso
|Il Comune di Castelfranco chiude i rapporti con l’associazione contro la criminalità Avviso Pubblico
La scelta motivata dalla scarsa attività della realtà del terzo settore in particolare sul caso Keu: ma l’opposizione insorge
Via il Comune da Avviso Pubblico, la rete dei comuni per la promozione della legalità. È questa la decisione, che certo farà discutere, dell’amministrazione Mini, che motiva la scelta per la “scarsa attività” dimostrata dalla realtà del terzo settore, dimostrata per l’amministrazione anche dal fatto che “nel caso eclatante del Keu, Avviso Pubblico non è mai intervenuta”.
“L’amministrazione condivide il messaggio portato avanti dall’associazione – scrivono dall’amministrazione – e se avesse lavorato sul territorio saremmo stati disposti a sostenere il costo di adesione, ma sta di fatto che così non è”. Di qui la decisione di chiudere i rapporti con Avviso Pubblico, associazione (ma soprattutto rete dedicata agli enti) nata nel 1996 che si occupa di formare, informare e sostenere gli amministratori locali che lavorano contro la criminalità organizzata ed in generale si impegnano nel diffondere la cultura della legalità dell’antimafia.
Parole e decisione, ratificata da un voto di giunta lo scorso 22 aprile, che faranno sicuramente discutere nei prossimi giorni, ma che in realtà hanno già provocato l’alzata di scudi da parte dell’opposizione di centrosinistra, che parla di decisione “scellerata”.
“Parliamo di una realtà della quale il Comune di Castelfranco fa parte dal 2007 e che ad oggi riunisce ben 601 tra enti locali e regioni italiane di schieramenti politici diversi, che operano per prevenire e contrastare mafie e corruzione – dice Federico Grossi, a nome dello schieramento Castelfranco Unita. – Non è solo un errore politico, ma un affronto alla memoria di tutti quegli italiani e patrioti che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia. La presenza accertata di infiltrazioni mafiose nella nostra area, culminata nella confisca dell’immobile a Villa Campanile, un bene che, grazie al nostro impegno, è tornato alla comunità per fini sociali, dimostra quanto sia vitale mantenere alta la guardia. Da oggi sappiamo che per questa amministrazione, lotta alla mafia e corruzione, non sono una priorità”.
Decisione che qualcuno legge anche in chiave tutta politica, all’interno di un percorso “isolazionista” che aveva visto già il comune alcune settimane fa staccarsi anche dalla rete Re.a.dy, dedicata alla promozione della cultura delle differenze di genere. Ad oggi, all’associazione, nel Comprensorio aderiscono San Miniato, Fucecchio, Santa Croce e Montopoli, ma anche Comuni che da tempo sono governati dal centrodestra, come Pisa.
“Siamo sinceramente dispiaciuti della scelta fatta dall’amministrazione – fa sapere Francesca Mori, assessora a Cascina e referente provinciale di Avviso Pubblico. – Il coordinamento è sempre stato a disposizione per svolgere la funzione di supporto che serve nell’organizzazione di eventi e formazione inerenti ai temi della legalità e della trasparenza e lotta alla corruzione. Il nazionale ha sempre a disposizione persone competenti e materiali utili a supporto delle necessità degli enti anche per quanto concerne i beni confiscati ad esempio. Il nostro ruolo di sostegno non manca e speriamo sinceramente che ci ripensino per cominciare una proficua collaborazione. Infine, per quanto riguarda Keu, avviso pubblico non interviene con dichiarazioni su un processo in corso ma resta disponibile a discuterne in luoghi appositi”.


