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Sgombero a Ripafratta, Rifondazione Comunista: “Inaccettabile lasciare famiglie senza alternative”

Il partito sottolinea la necessità di un cambio di rotta da parte delle amministrazioni locali: “È possibile trovare soluzioni condivise lavorando insieme”

Giovedì scorso (15 maggio), a Ripafratta, una famiglia con minori è stata sgomberata da un immobile di proprietà di Rfi su ordine della Procura. L’episodio ha suscitato la dura reazione del partito della Rifondazione Comunista, che ha diffuso una nota di condanna.

“Purtroppo, non è il primo episodio del genere. Negli ultimi anni in tutta la provincia di Pisa abbiamo visto ripetersi sgomberi di famiglie svantaggiate senza che vi fosse una reale presa in carico da parte delle istituzioni, senza percorsi di inclusione, senza un piano per l’emergenza abitativa. I comuni non possono essere complici o peggio esecutori di una gestione securitaria di problemi che vanno affrontati con la politica, con il dialogo, con la ricerca di soluzioni che coinvolgano tutti gli attori in campo: dalle famiglie ai servizi sociali, agli enti locali, le associazioni e i movimenti per il diritto alla casa. Nessuno dovrebbe subire la violenza di vedersi portare via quel poco che ha, strappato con la forza dalla propria casa. Questo non è accettabile”.

Il partito sottolinea la necessità di un cambio di rotta da parte delle amministrazioni locali: “Come Rifondazione Comunista, parte della maggioranza che sosteniamo a San Giuliano Terme e in ogni altro comune in cui abbiamo responsabilità di governo, ci batteremo affinché le istituzioni locali assumano una diversa postura. Continueremo a lavorare nella direzione di garantire soluzioni abitative a chi ne ha bisogno, coinvolgendo i servizi sociali e gli enti competenti. Daremo maggiore impegno sui già avviati piani comunali per l’emergenza abitativa, che affrontino le cause della marginalità e non si limitino a gestirne gli effetti. La sicurezza non si fa con i reparti della celere, ma con politiche sociali ed economiche giuste, costruendo percorsi di integrazione e lotta alla povertà. Non è per niente semplice: intersecare integrazione, lotta alla povertà, soluzioni concrete contro la marginalità sociale, ma siamo convinti che sia possibile trovare soluzioni condivise lavorando insieme. Perché nessun essere umano è abusivo, e nessuna famiglia dovrebbe pagare il prezzo di un sistema che preferisce reprimere invece che accogliere, sgomberare invece che risolvere”.

Rilanciamo l’appello delle insegnanti delle scuole Gereschi di Pontasserchio per il diritto alla scuola dei bambini sgomberati e più in generale ci muoveremo per trovare soluzioni adeguate e strutturali – conclude il partito. Occorre intervenire subito su situazioni simili che potranno esplodere nelle prossime settimane o mesi per non rivedere la brutta pagina a cui abbiamo assistito giovedì scorso. La nostra solidarietà va alla famiglia sgomberata e a tutte quelle che vivono nell’incertezza. Non smetteremo di lottare al loro fianco“.