Prolungata l’emergenza spazi nella sede provvisoria a La Scala. Ancora nessun progetto concreto per il polo scolastico a Ponte a Egola
Il destino del liceo Marconi continua a essere al centro del dibattito politico locale. Durante il Consiglio Comunale di San Miniato del 28 maggio, il gruppo misto ha riportato all’attenzione pubblica la situazione ancora incerta dell’istituto, attualmente ospitato in locali provvisori a La Scala, presi in affitto dalla Provincia per far fronte all’incremento delle iscrizioni.
Secondo quanto emerso nella risposta a un’interpellanza presentata dal gruppo consiliare, la Provincia di Pisa starebbe valutando l’ampliamento della sede attuale tramite l’affitto di un ulteriore edificio della stessa proprietà, a condizione che questo sia idoneo all’uso scolastico. In parallelo, è stato avviato un progetto esecutivo tecnico per ricavare spazi aggiuntivi, ma i tempi si preannunciano lunghi. Almeno per l’anno scolastico 2025-2026, alcune aule continueranno a essere ricavate all’interno degli ambienti già esistenti, sacrificando spazi comuni fondamentali come sala professori e depositi.
Non mancano dubbi anche sul futuro a lungo termine della scuola. La possibilità di acquistare l’attuale sede è stata definita come un’opzione che la Provincia “può” valutare, ma senza alcuna indicazione precisa. Intanto, l’ipotesi originaria di costruire un nuovo polo scolastico a Ponte a Egola resta sul tavolo, ma dopo due anni non risulta né progettata né finanziata. Il sito individuato, tra Molino d’Egola e Ponte a Egola, solleva inoltre interrogativi legati alla viabilità, al consumo di suolo e alla vicinanza con il torrente Egola.
“Il fatto che – spiegano dal gruppo misto – si spendano molti soldi a La Scala vuol dire che si pensa che quella rimarrà la sede del Liceo Marconi almeno in una prospettiva decennale. E allora perché mantenere una situazione di precarietà e di provvisorietà, e non puntare invece a un consolidamento di quella sede attraverso un progetto dotato di tutto il necessario respiro? Oppure scegliere un’ipotesi diversa, ma che abbia meno controindicazioni di quella individuata a Ponte a Egola, e che si possa prospettare come fattibile in tempi non troppo futuribili? Mantenere questa divaricazione tra un provvisorio su cui si deve investire, perché costretti, ma che non cessa di essere considerato provvisorio, e un definitivo che non arriverà mai, è un modo sicuro per sprecare denaro pubblico e per tarpare le potenzialità di sviluppo di una scuola importante”.
Preoccupazioni sono state espresse anche in merito alla proposta di un polo 0-6 a Balconevisi, frazione collinare recentemente colpita da frane, mentre – secondo il gruppo – manca una strategia complessiva per il sistema educativo nella Valdegola. “Senza un ripensamento dei servizi educativi e scolastici 0-11 -conclude la nota – si rischia di perdere un presidio fondamentale di vita comunitaria essenziale come la scuola primaria”.


