Il commento
|Laboratori di teatro a Santa Maria a Monte, la sindaca Del Grande: “Noi non vogliamo cacciare nessuno”
Ma Di Corcia Jr rivela: “Ringrazio tutti nel comunicarvi che la nostra struttura il 31 luglio cessa le sue attività nel Teatro Comunale”
Decine di progetti alle spalle, quasi 120 classi iscritte ai laboratori di teatro, oltre 20 anni di attività e almeno una certezza: quella di un percorso che (forse) si chiude mentre altri, altrove, potrebbero iniziare. È un po’ questa l’aria che si respira al primo piano del piccolo teatro santamariammontese, dove Franco Di Corcia jr e l’associazione Pensieri di Bo’ Cultura e Teatro hanno lavorato per anni alla programmazione di eventi culturali.
Storia che a fine luglio dovrà in ogni caso affrontare uno snodo importante con la fine di una gestione della struttura protrattasi per oltre dieci anni ed un nuovo bando in arrivo. Tempo di bilanci insomma, per una delle poche realtà culturali che in provincia di Pisa hanno saputo mettere radici in uno dei tanti ‘teatrini’ di paese, spesso così difficili da far fiorire. Bilancio che il direttore artistico ha espresso a sorpresa lunedì sera di fronte al pubblico del saggio finale del laboratorio per adulti: uno spettacolo a ritmo di tango che ha saputo strappare sorrisi alla platea strapiena.
“Fino al Covid questo palcoscenico ha offerto ospitalità a molte compagnie nazionali ed internazionali; abbiamo portato il nome di Santa Maria a Monte in giro per l’Italia, facendo sempre la differenza, con passione – ha detto Franco Di Corcia jr –. Ringrazio tutti nel comunicarvi che la nostra struttura il 31 luglio cessa le sue attività all’interno del Teatro Comunale. Da oltre 2 anni aspettiamo con ansia il nuovo bando di gestione. Credevamo che fosse possibile un percorso di co-progettazione dei luoghi della cultura. Ma è difficile dialogare con chi vede il teatro solo come un costo e non come una risorsa”.
Parole seguite da una richiesta esplicita: “poter relazionare 10 anni di attività in consiglio comunale”. Una tensione, quella con l’amministrazione, mai esplosa veramente ma nemmeno mai venuta meno in questi ultimi anni, costellata da alti e bassi, come lo scontro sulla sulla ‘schwa’ neutra (ə) sui manifesti dei laboratori l’autunno scorso, o sui laboratori con le classi dell’Istituto Comprensivo, quest’anno venute meno per mancanza di fondi.
“I primi laboratori con le scuole vennero fatti nel 2005. I primi anni partecipavano tutte le classi – raccontava Di Corcia in un intervista tempo fa. – Quest’anno, per la prima volta, li avremo solo con scuole di fuori, di una decina di comuni fra Valdera e Cuoio”. Entrando nel foyer e poi in direzione, al primo piano, si ha l’impressione di avere a che fare con una ‘comunità artistica’ o una piccola comune di artisti. Tutti giovanissimi. Di quelle le cui gesta sono cantate dalle coloratissime pareti tappezzate di locandine, articoli, copioni, progetti. Sogni in molti casi realizzati, come lo spettacolo ‘Io Filumé’, prodotto fra quelle mura, vincitore del Roma Fringe Festival e rappresentato innumerevoli volte in giro per l’Italia: qualcosa di unico per una realtà così piccola.
“Le realtà, le Università, le compagnie e le associazioni con le quali abbiamo intrecciato il nostro cammino quasi non si contano. In termini di persone, ne sono passate qui dentro circa 12mila in 25 anni, fra singoli laboratori e, poi, con la gestione della struttura – raccontava qualche settimana fa, parlando del Festival della Gentilezza di Vinci, al quale il Teatro di Bo’ ha collaborato. – Come anche i tanti progetti, i bandi, i tanti finanziamenti accolti fra Europa, Regione, Cesvot ed altro, anche per conto del comune stesso, quest’anno purtroppo escluso da alcuni bandi che ha voluto affrontare autonomamente”.
La prima cittadina intanto si dice “stupita” dell’attacco e rigetta le accuse. “È sempre stata nostra intenzione, come sa bene Di Corcia, fare un nuovo bando nei tempi previsti, entro settembre – dice Manuela Del Grande, raggiunta al telefono. – Noi non vogliamo cacciare nessuno, anzi. L’associazione potrà benissimo partecipare alla gara”.
“Credo ancora in chi ha l’onestà e la forza di assumersi responsabilità pubbliche e umilmente cerca di capire – ha concluso Di Corcia –. Santa Maria a Monte si merita molto di più. Il tempo sarà galantuomo”. Lo spettacolo, da qualche parte, deve continuare.


