Giani e Tomasi, duello a distanza con platea di autotrasportatori
L’incontro fra i due candidati, organizzato dal Gruppo Valiani e da Assotir.
E’ un incontro “a distanza” quello organizzato dal Gruppo Valiani e da Assotir questa mattina fra i due principali contendenti alla poltrona più ambita della politica toscana, quella del Presidente. Prima Eugenio Giani, poi Alessandro Tomasi, si sono sottoposti per un’oretta a testa di fronte alla platea degli autotrasportatori. In cui sono affrontati alcuni dei temi più scottanti per la logistica toscana, come la carenza sempre più strutturale di manodopera da formare ed usare per il necessario ricambio generazionale, ma anche i fondamentali temi della sicurezza e della trasparenza, in un mercato in cui le regole purtroppo non sono rispettate da tutti. Infine, ma non per importanza, l’ammodernamento e la gestione delle infrastrutture. In una sola sigla: la Fi.Pi.Li, fra carenze, lotte sulla competenza dei lavori fra vari enti e l’enorme partita del pedaggio ai mezzi pesanti.
A fare gli onori di casa il sindaco di Santa Croce Roberto Giannoni ma soprattutto l’imprenditore Alessandro Valiani, in rappresentanza della storico gruppo di 6 aziende da sempre impiegato nel settore del servizio all’automotive e dei veicoli industriali. “Una realtà che oggi dà lavoro ad oltre 80 addetti, fra cui moltissimi giovani – ha detto Valiani. – Che ci accompagnerano giocoforza in un futuro fatto di guida autonoma e veicoli elettrici, a cui stiamo già lavorando”. Il tutto alla presenza anche di Anna Vita Manigrasso e Claudio Donati, rispettivamente segretario generale e presidente nazionale Assotir.
FI.PI.LI E INFRASTRUTTURE
“Questione annosa, con la quale facciamo i conti ogni giorno – ha detto Donati. – Arteria nella quale il 50% del traffico ha origine e destinazione locale e per la quale oggi si vorrebbe chiedere un pedaggio, al quale siamo fermamente contrari, per non avere alcun servizio in più alle condizioni di oggi”. “In cinque anni la collaborazione con la Società Autostrade ha portato a interventi molto significativi – ha detto Giani, rivendicando i cantieri della terza corsia da Firenze Scandicci a Firenze Sud, i lavori su Bagno a Ripoli e la galleria da Calenzano a Barberino. – Questo però accade perché tale società ha capitali propri, a differenza dei tanti enti che ogni anno hanno bilanci che dipendono dal Ministero. Governo che al momento sta concentrando gran parte delle risorse sul Ponte sullo Stretto, tagliando tutto. Per questo puntiamo ad una società regionale come Toscana Strade, ma per farlo servono risorse e io, a rischio di essere impopolare, continuo a credere che per dare gambe a quel progetto sia necessario un pedaggio”. E’ urgente un “cambio radicale di mentalità” per Tomasi “rispetto ad una filosofia che fin’ora ha pensato solo allo spostamento delle persone e non delle merci”. “Chi crea lavoro, chi produce, deve essere messo in condizioni di lavorare e con queste infrastrutture noi questa Regione non la sviluppiamo. Ci sono zone ancora isolate, troppo. E voglio vedere quando faremo la Darsena Europa sulla costa come si muoveranno le merci dal porto alla Toscana. In tutto questo l’unica azione che si riesce a fare, dopo l’aumento dell’Irpef, è inventarsi una nuova tassa per la realizzazione di un nuovo carrozzone in assenza di un progetto vero di riqualificazione della Fi.Pi.Li, in assenza quindi di un conto economico e con la prospettiva di andare avanti come in questi anni tamponando crisi per crisi, carenza per carenza, spezzettando finanziamenti ed erogazioni in un ottica emergenziale”.
FORMAZIONE
La carenza strutturale di autisti in Toscana, dove si calcola la mancanza di almeno 1500 figure e già oggi ci si rivolge all’estero, come in Albania, per reperire autisti, è stato l’altro argomento centrale. “La formazione professionale, soprattutto su un lavoro come il vostro che è difficilissimo e si intreccia con il grande tema della sicurezza, è fondamentale. – ha detto Giani. – Per questo la Regione mette da sempre risorse e continuerà a farlo. E penso che dopo le elezioni, in ogni caso, dovremo metterci ad un tavolo pensando, ad esempio, ad iniziative come quella presa per la formazione degli autisti del trasporto pubblico”. Di giovani che se ne vanno ha parlato invece Tomasi. “Sono 4mila solo negli ultimi anni. Poi c’è il grande nodo della denatalità – ha detto. – Questo sta diventando un problema enorme, che fa morire aziende sane per mancanza di un passaggio del testimone. Di fronte a tutto questo serve ben altro che il reddito di cittadinanza. Voglio una regione che quei soldi li metta in borse di studio, in percorsi che uniscano formazione e mondo del lavoro”.
LEGALITA’
Sulla legalità nel settore, fra problemi come l’eccessiva intermediazione, l’abuso di dipendenza economica e le varie inchieste che hanno attraversato la logistica, Assotir da tempo ha proposto l’istituzione di un tavolo apposito. “Nel mondo dei trasporti come in quello dei rifiuti, l’illegalità avanza dove mancano le decisioni. E’ dove non c’è politica che arriva l’illegalità a proporre le soluzioni. Questo vale ad esempio quando decidiamo di non gestire il problema dei rifiuti, portandoli magari a trattare fuori regione perchè gli inceneritori non li vogliamo. E vale anche sulle infrastrutture e sullo sviluppo economico, quando si tende a vivacchiare”. Di qui il tema del tavolo della legalità. “Me ne occuperò personalmente nella prossima legislatura – ha detto Giani. – Sarà una mia delega”.


