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Comunali in Toscana, urne fredde: affluenza giù quasi ovunque. Tiene solo Viareggio

A Prato il dato più pesante: quasi nove punti in meno

La Toscana va al voto, ma l’entusiasmo degli elettori sembra restare fuori dai seggi. La prima fotografia delle elezioni comunali 2026 consegna infatti un dato netto: affluenza in forte calo praticamente in tutti i principali centri chiamati a eleggere il nuovo sindaco. Alle ore 12 ha votato appena il 12,91% degli aventi diritto, contro il 17,38% della precedente tornata amministrativa. Un dato inferiore anche alla media nazionale, ferma al 14,7%. Sono quasi mezzo milione i toscani chiamati alle urne tra oggi e domani per scegliere sindaci e consigli comunali in 20 Comuni della regione. Le sfide più osservate sono quelle di Arezzo, Prato e Pistoia, ma grande attenzione anche su Viareggio, dove la città potrebbe eleggere per la prima volta una donna sindaco.

In mattinata ha votato a Sesto Fiorentino il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha lanciato un appello alla partecipazione: “Scegliere il sindaco significa scegliere chi sarà il primo riferimento della comunità, la persona più vicina ai bisogni quotidiani dei cittadini”. Un messaggio che arriva però in una giornata segnata soprattutto dal rallentamento della partecipazione. A Sesto Fiorentino alle 12 si è recato alle urne il 12,35% degli elettori contro il 14,19% delle precedenti comunali. Calo ancora più marcato a Figline e Incisa Valdarno, dove si passa dal 23,15% al 12,98%.

Prato, il dato più pesante: quasi nove punti in meno
Il crollo più evidente si registra a Prato, città commissariata dopo le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti. Alle 12 l’affluenza si ferma al 12,77%, contro il 21,64% di cinque anni fa. Qui la corsa per Palazzo comunale assume anche un forte significato politico nazionale. Il centrosinistra punta sul ritorno dell’ex sindaco Matteo Biffoni, sostenuto dal campo largo con Pd, M5S, Avs e Azione. Il centrodestra si affida invece a Gianluca Banchelli, candidato unitario di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Pistoia rallenta, Arezzo tiene meglio
Anche a Pistoia la partecipazione cala sensibilmente: 13,13% contro il 17,02% della tornata precedente. Ad Uzzano hanno votato il 12,6% degli aventi diritto, Ad Arezzo il dato è leggermente migliore rispetto agli altri capoluoghi, ma comunque in discesa: 12,94% contro il 14,54% del 2020. È però il miglior risultato tra le tre principali città al voto. La sfida aretina è una delle più simboliche della tornata. Dopo dieci anni di governo del centrodestra guidato da Alessandro Ghinelli, il centrosinistra prova a riconquistare la “città dell’oro” con Vincenzo Ceccarelli. Il centrodestra punta invece su Marcello Comanducci. A Lucignano, l’altro Comune dell’Aretino al voto l’affluenza registrata alle 12 è dell’11,92%.

Viareggio unica eccezione
L’unica vera controtendenza arriva da Viareggio, dove l’affluenza registra un lieve aumento: 14,96% contro il 14,6% delle precedenti comunali. Un segnale che conferma il clima particolarmente acceso della sfida politica nella città della Versilia.

In Garfagnana:  a Coreglia ha votato alle 12 il 10,61 per cento degli aventi diritto, a Pieve Fosciana il 12,29 per cento e a Sillano Giuncugnano il 10,97.

In Lunigiana: a Montignoso il 10,92 %,  a Pontremoli  l’11,39 %, e a Villafranca in Lunigiana  il 14,98%.

Nel Pisano sono circa 55 mila i cittadini chiamati alle urne nei quattro Comuni interessati dal voto amministrativo. A Cascina l’affluenza alle 12 è stata dell’11,23%, in calo rispetto al 14,89% delle ultime Comunali. A Calci ha votato l’11,82% degli aventi diritto. A Fauglia il dato si attesta al 13,93%. Nel piccolo Comune di Orciano Pisano l’affluenza alle 12 è stata del 10,99%.

Comune di Capraia Isola, unico Comune al voto in provincia di Livorno, alle 12 di oggi nell’unica sezione presente, ha votato il 29,19% degli aventi diritto al voto.

A Sorano, in provincia di Grosseto il dato si ferma al 11,84%,

Le urne resteranno aperte fino alle 23 di oggi e domani dalle 7 alle 15. Subito dopo inizierà lo scrutinio. Nei Comuni sotto i 15 mila abitanti basterà un voto in più per eleggere il sindaco; nei centri maggiori sarà invece necessario superare il 50%, altrimenti si tornerà al voto per il ballottaggio il 7 e 8 giugno.

Ma il primo dato politico della giornata appare già chiaro: anche in Toscana, storicamente terra di forte partecipazione civica, l’astensione continua ad avanzare.