San Miniato
|Commissione d’indagine sui soldi Pnrr persi: discussione secretata e caos in consiglio
Discussione secretata ai sensi dello statuto comunale. E’ con questa richiesta, fatta dalla maggioranza per bocca della capogruppo Pd Franca Torre, che il dibattito in consiglio comunale mercoledì pomeriggio ha finito per incendiarsi sulla lettura delle due relazioni conclusive della commissione d’indagine sulla perdita del finanziamento da 1,4 milioni di euro del Pnrr sul nuovo asilo di San Miniato Basso.
Decisione che la maggioranza ha imposto alle opposizioni con la forza dei numeri, a votazione per “tutelare il diritto alla riservatezza – ha spiegato Torre – in quanto la discussione potrebbe comportare l’esame di fatti, circostanze, valutazioni e apprezzamenti riferiti a comportamenti, capacità, correttezza o responsabilità di persone fisiche, nonché di soggetti gestori o altri”. Decisione in qualche modo anticipata da numerose voci il giorno prima, per una difficoltà che le opposizioni, unite, imputano ai contenuti della relazione redatta dal centrosinistra, che imputa la responsabilità pressoché totale della perdita del finanziamento e dei lavori mai realizzati alla parte tecnica e soprattutto all’associazione temporanea di imprese che nel 2023 si era aggiudicata i lavori.
I DOCUMENTI
Problemi che sarebbero nati, secondo le tante voci che in questi mesi hanno animato la maggioranza, in seno alle tante, troppe discrepanze che ci sarebbero state fra offerta e progetto in sede di gara, gestione delle varianti economiche e progettuali, pareri obbligatori sui lavori mai tempestivi, denunciata inerzia fatale per l’avvio dei lavori.
IL DIBATTITO
“Porre il segreto su questa discussione rappresenta il fallimento della commissione” le parole, durissime, di Veronica Bagni, esponente di Filo Rosso e presidente dell’organo che negli ultimi mesi ha portato avanti l’indagine e presieduto alle audizioni. “Nessuno ha partecipato per dare giudizi o mettere sul banco degli imputati qualcuno – ha precisato – eppure la maggioranza evidentemente teme ripercussioni per la certezza granitica con la quale sono state messe nero su bianco certe accuse nella loro relazione”. Vani i tentativi di chiedere un parere al segretario comunale, che ha rimandato la decisione al voto dell’aula. “Noi vogliamo che i cittadini sappiano e leggano e siamo sereni in quello che abbiamo valutato – ha detto la consigliera del gruppo misto Manola Guazzini – il problema è che la maggioranza non è altrettanto sicura di quello che ha scritto”. Prevalentemente politica, secondo le opposizioni, la responsabilità invece di quanto avvenuto: mancata vigilanza e solerzia, in pratica, da parte dell’ente appaltante, ovvero proprio il comune che non avrebbe nemmeno saputo gestire un progetto diviso in due stralci per non spostare i bimbi dall’edificio. ” ‘La trasparenza è un dovere verso la comunità, non un favore alle opposizioni’, con questa lezioncina morale avete iniziato la vostra relazione – il commento di Michele Altini, di Forza Italia. – Eppure adesso siete qui a negare la trasparenza di questi atti”. “Lo dovete – incalza Francesca Bruni – prima di tutto ai cittadini, che sono parte lesa”. Tutti tentativi bloccati dal voto a maggioranza, corredato dalla assicurazione, da parte del centrosinistra, che anche le relazioni saranno rese pubbliche “con le omissioni dovute”.


