tariffe in ascesa
|Tari, Insieme per Santa Croce: “rincari ingiustificati”
“L’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) della TARI per il 2026 porta con sé un’ombra pesante di rincari ingiustificati e una gestione dei conti che rischia di concretizzarsi in bollette decisamente più care rispetto al passato”. A dirlo è la lista di opposizione Insieme per Santa Croce, in una nota inviata dalla consigliera Ivetta Parentini che analizza gli ultimi provvedimenti presi dal consiglio comunale in materia di bilancio e tariffe.
“Analizzando nel dettaglio i documenti tecnici e le relazioni ufficiali, emergono infatti gravi incongruenze sui numeri dell’imposta sui rifiuti, a partire, a nostro avviso, da un errore di calcolo di fondo che viola le direttive dell’autorità di regolazione (ARERA) – si legge nella nota. – Il primo segnale di allarme riguarda la stessa determinazione delle tariffe. La relazione tecnica garantisce la copertura di costi per 3.527.480,00 euro. Un dettaglio fondamentale, tuttavia, sembra essere sfuggito: questo importo corrisponde al totale del PEF lordo e non al vero montante tariffario, che per legge si ferma a 3.514.566,00 euro. Il risultato? Le tariffe applicate a famiglie e imprese sono state elaborate su una cifra superiore a quella dovuta, traducendosi direttamente in un primo ingiustificato sovraccarico sulla bolletta”.
“A far lievitare ulteriormente le quote – continuano dalla lista – ci pensa la gestione del recupero evasione. Secondo le norme ARERA, il maggior gettito incassato tramite i controlli antievasione sull’anno di riferimento (il 2024) deve essere restituito ai cittadini per abbassare il costo complessivo del servizio. Nei documenti ufficiali inviati all’ATO, la voce relativa al recupero evasione figura con un sorprendente zero. Eppure, i dati SIOPE (il sistema di monitoraggio degli incassi pubblici) dicono ben altro: nel 2024 sono stati incassati ben 291.989,91 euro da attività di verifica e controllo della TARI. Se questi incassi fossero stati correttamente inseriti e detratti come previsto dal metodo regolatorio, il montante tariffario da coprire con le bollette dei cittadini sarebbe stato più basso di quasi l’8%. Resta da chiarire come sia stata gestita questa posta contabile, considerato che i dati inviati all’ATO sono accompagnati da un’attestazione formale di veridicità. Come se non bastasse a pesare sul conto finale sarà anche l’assenza dei contributi comunali. Lo scorso anno, l’Amministrazione aveva attinto all’avanzo di amministrazione ereditato per calmierare l’impatto delle tariffe e alleggerire le bollette di famiglie e commercianti. Nella relazione TARI 2026 non c’è traccia di nuovi fondi destinati alla riduzione delle bollette. Senza la conferma di queste risorse integrative, l’effetto sui bilanci familiari sarà duplice: gli utenti pagheranno il fisiologico aumento delle tariffe; subiranno la mancanza del contributo pubblico che lo scorso anno ne aveva ammortizzato l’impatto. Un combinato disposto che rischia di trasformare l’imminente scadenza TARI in un vero e proprio salasso per la comunità”.


