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A San Miniato il consiglio perde Mastroianni: “motivi personali”

La decisione è stata commentata con dispiacere dalla segretaria del Partito Democratico Tamara Santini

“Motivi personali”. E’ con questa definizione asciutta e scevra di ulteriori dettagli che nella giornata di ieri Vincenzo Mastroianni ha rassegnato le sue dimissioni dal consiglio comunale, innescando qualche dietrologia e su possibili malumori interni alla maggioranza.

Difficile infatti non pensare al ruolo che proprio l’ormai ex consigliere, peraltro presidente della commissione Ambiente e Territorio, cui fanno riferimento lavori pubblici e urbanistica, ha avuto in questi anni nel dare voce ad una parte importante della comunità del Pd spesso critica con gli indirizzi degli amministratori. Mastroianni, lo ricordiamo, fu colui che nel 2024, in piena campagna elettorale, sfidò l’allora sindaco uscente e attuale primo cittadino Simone Giglioli alle primarie, sulla scia di un malcontento generale che serpeggiava fra gli iscritti. Giglioli riuscì ad ottenere la maggioranza con il 58,95%, mentre l’ex segretario uscente si prese il restante 40,23%, pari a 791 voti. Fra i più impegnati organizzatori della Festa de l’Unità, appena conclusasi, Mastroianni ha inoltre ruoli di rilievo nell’organigramma del partito in qualità di tesoriere. Il suo impegno nel Pd non dovrebbe rimanere coinvolto in questo addio.

Sui fatti di ieri è arrivato un commento da parte del Partito Democratico e della sua segretaria Tamara Santini, che esprime il proprio dispiacere per “un dirigente importante del partito, impegnato in prima fila nella Festa dell’ Unità ed in tante altre attività”. “Nonostante la sconfitta alle primarie del 2024, era stato candidato ed eletto in consiglio comunale con un buon numero di preferenze contribuendo alla vittoria delle amministrative – continua Santini. – Esprimo il mio personale ringraziamento per il lavoro svolto anche a nome di tutto partito”. Adesso spetterà il suo posto ad uno fra i non eletti delle ultime consultazioni amministrative: Alessio Fioravanti, Franco Maltinti e Paolo Redditi.