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Sulla variazione di Bilancio da 5 milioni, le opposizioni all’attacco

Lega, Guazzini e Filo Rosso criticano la gestione dell’ultima variazione di bilancio, fra Oratorio di San Rocco, Cencione e

“I soldi, quando si vogliono trovare, si trovano“. E’ un po’ questo il senso di gran parte dei commenti delle forze politiche di opposizione in merito agli annunciati 5 milioni di euro che l’amministrazione comunale ha messo sul tavolo con l’ultima variazione di bilancio per varie opere del centro storico. Con un monito, pressoché unanime, che non ci si trovi di fronte all’ennesimo annuncio.

“Da anni la sosteniamo che a San Miniato si pratichi una politica di bilancio discutibile, per la quale abbondano gli accantonamenti, si sottovalutano le previsioni di entrata e si sopravalutano le previsioni delle uscite con conseguente riduzione del denaro che rimane disponile – dicono dalla Lega. – Oggi, attivando una diversa politica di bilancio caratterizzata da più realistiche valutazioni delle poste di bilancio, si trovano i margini per trovare le risorse da impiegare a beneficio della collettività”. Le opere beneficiarie dei finanziamenti, con variazione al bilancio oltre che al Documento Unico di Programmazione, sono il restauro e risanamento dell’Oratorio di San Rocco (560mila euro), il consolidamento della frana di via Catena (700mila euro) e il consolidamento del versante con ampliamento del parcheggio del Cencione (3,5 milioni).

“Non sono interventi improvvisi ma situazioni che si protraggono da ormai diversi mesi, se non anni” fa notare la lista Filo Rosso, dal quale ironizzano: “Sull’Oratorio di San Rocco, di cui si parla dal 2009, l’unica cosa che appare certa è il periodo in cui torna tema di attualità e interesse per l’amministrazione, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, vediamo cosa ci diranno a settembre 2027”. Infelice, poi, la valutazione sul Cencione. “Una situazione che da tempo umilia il centro storico – dicono dalla lista – un parcheggio utilizzabile a metà con la vegetazione che continua a crescere nella frana, un sistema di risalita rimasto fermo per tempi prolungati e con poca certezza di risoluzione definitiva dei problemi, un auditorium non ancora utilizzabile, una strada (corso Garibaldi) coperta di transenne”.

Di fronte a tutto questo la certezza, almeno per Manola Guazzini del Gruppo Misto, è che “solo dopo il pungolo delle opposizioni e le continue lamentele dei cittadini si decide di mettere mano al portafoglio e di cominciare a fare seriamente”. Su via Catena e non solo. “Al netto degli enormi ritardi accumulati – continua Guazzini facendo il proverbiale “conto della serva” – Sul Cencione, dopo anni di milionate messe in accantonamento, si finisce per cofinananziare 1 milione e 500mila euro attraverso il sacrificio di una serie di interventi. Quali? Togliamo 780 mila euro dalla manutenzione straordinaria delle strade; si incrementa (si gonfia) l’entrata da oneri di urbanizzazione; togliamo 150mila euro dalla manutenzione di Palazzo Migliorati, togliamo la sistemazione della sala del Bastione (il centro storico non ha una sala pubblica in cui riunirsi), togliamo 20mila euro dalla manutenzione straordinaria dei nidi”.