Gestione dei rifiuti e Made in Tuscany, Calvetti: “Ecco dove la sinistra sta sbagliando” foto

"Occorre investire in impianti di conversione" e "i nostri marchi non sono stati né protetti né salvaguardati". Onorevole Molinari in visita

“Quante volte abbiamo aperto la busta della bolletta dei rifiuti, ovvero la Tari, ed abbiamo esclamato: ‘un po’ cara, c’è stato un aumento?’ In realtà non solo è aumentata nel corso degli anni ma addirittura la regione Toscana è tra quelle che in Italia applica le tariffe più alte”. Così Beatrice Calvetti, candidata al consiglio regionale e consigliera comunale di San Miniato sulla gestione e il ciclo dei rifiuti in Toscana. Una critica radicale al modello attuale, la sua, che propone una soluzione diametralmente opposta a quella del candidato governatore del centrosinistra Eugenio Giani.

“Eppure – ha continuato nella sua riflessione Calvetti -, ci sentiamo dire da più parti; ‘siamo una Regione virtuosa perché abbiamo aumentato la percentuale della raccolta differenziata’. Ma allora quali sono i motivi per cui sono vanificati quegli effetti positivi che da una raccolta differenziata si dovrebbe ottenere tra cui, appunto, un contenimento delle tariffe? La risposta si trova nella gestione inadeguata dei rifiuti da parte delle giunte di centrosinistra susseguitesi negli anni e che ha condotto in particolare ad un ‘deficit impiantistico’.

Gli impianti di conversione energetica (termovalorizzatori e cogeneratori in primis) scarseggiano o sono ormai troppo vecchi: tutto ciò comporta un aumento del conferimento dei rifiuti in discarica le quali sono ormai sature tanto che in Toscana vediamo ‘proliferare’ qua e là sul territorio colline di spazzatura che niente hanno a che vedere con quelle belle colline verdi che tutto il mondo ci invidia. L’aumento dell’export fuori regione dei rifiuti e l’elevata tariffa dell’Ecotassa sono in stretta relazione con i fattori sopra menzionati. Tutto contribuisce a far aumentare i costi di gestione che si riversano inevitabilmente a carico dei cittadini ed imprese”.

“Noi come Lega – ha spiegato la consigliera di opposizione – crediamo che si possa parlare di una vera economia circolare solo se il ciclo della gestione dei rifiuti si chiude con la loro conversione in energia. È una visione proiettata al futuro ed è chiaramente opposta a quella del candidato del centrosinistra, il quale ha apertamente dichiarato che la Toscana ‘non ha la necessità di nuovi termovalorizzatori anzi e ne stiamo chiudendo tre’: una visione miope che è di difficile comprensione visto che sono falliti gli obbiettivi dichiarati nel 2015 dal suo stesso partito. Occorrono azioni coraggiose come investimenti in impianti di conversione quali, per esempio, termovalorizzatori e cogeneratori, impianti di diverse dimensioni in grado di soddisfare le esigenze sia di interi territori che di singole aziende. Tutto ovviamente nel rispetto dei vincoli di inquinamento ambientale e senza rinunciare alla raccolta differenziata. Un progetto certamente complesso ma virtuoso. Una famosa frase recita: ‘Se temi di salire sulla scala, non giungerai mai sul tetto’ e noi con voi non abbiamo timore di salire su quella scala”.

Made in Tuscany

Quello della gestione dei rifiuti, però, non è l’unico modello toscano che non piace a Calvetti. “Le amministrazioni di sinistra – spiega – che fino ad oggi hanno governato la regione si sono sempre riempite la bocca con il Made in Tuscany ma la realtà è che le nostre aziende sono state completamente abbandonate e i nostri marchi non sono stati né protetti, né salvaguardati. Le amministrazioni hanno consentito con troppa facilità ad un mercato di bassa qualità di insinuarsi nel territorio a discapito della sapiente e qualificata operosità toscana”.

Da imprenditrice, sa bene che “In Toscana esistono tante realtà produttive sulle quali dobbiamo puntare per un rilancio serio della Regione. La Toscana è un luogo unico dove esistono eccellenze produttive nei più svariati settori merceologici. Dai nostri territori nascono saperi e sapori inimitabili, la meccanica, la lavorazione delle pelli, le calzature, l‘abbigliamento, il tessile, il settore dell’arredamento, la costruzione di imbarcazioni di lusso per arrivare al settore agro-alimentare, il florovivaismo, la lavorazione della carta, il turismo e molto altro ancora.
Nel corso di questi ultimi anni tutti questi settori si sono sempre più ‘impoveriti’ e le cessioni di attività e marchi a multinazionali straniere sono stati innumerevoli. Il distretto tessile pratese è ormai in mano ai cinesi, i francesi hanno acquistato anche – ma non solo – una delle più importanti aziende fiorentine del settore della ceramica mentre aziende vinicole hanno ceduto la loro attività a multinazionali straniere. Apparentemente queste acquisizioni potrebbero essere viste come interventi positivi, ma lo sono unicamente nel breve periodo. Non sono rari i casi in cui le aziende estere che subentrano si ‘impossessano’ del know how e del marchio e poco dopo arrivano alla chiusura dell’attività con buona pace dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Una Regione votata all’export, invece, per Calvetti, “deve poter contare su infrastrutture efficienti. Occorre investire su tutti i fronti, dal trasporto su gomma e ferro fino ad arrivare a quello aeroportuale e navale. Con infrastrutture che facilitano la mobilità potremmo anche pensare di investire in un sistema museale e fieristico che possa anche rappresentare realtà locali. Per rendere le aziende competitive occorre abbassare i costi dei servizi. I cittadini e le imprese si aspettano dalle istituzioni un impegno a difendere e promuovere le eccellenze del territorio toscano con investimenti mirati a tale scopo. Solo così potremo portare lavoro e serenità nelle nostre famiglie, oltre a risvegliare quell’orgoglio Toscano che l’immobilismo della sinistra ci ha fatto dimenticare”.

Il Distretto del Cuoio

La candidata Calvetti ha anche accompagnato il presidente dei deputati della Lega Riccardo Molinari a conoscere la importante realtà produttiva e umana del comprensorio del cuoio. “Una comunità – ricorda il comitato elettorale – conosciuta e rinomata non solo per la eccellenza dei prodotti esportati in tutto il mondo, ma anche per le capacità dei suoi imprenditori e per l’alta professionalità delle maestranze.

Il presidente Molinari ha voluto essere accompagnato dagli esponenti locali della Lega che ben conoscono le realtà del Comprensorio. La candidata alle elezioni regionali Beatrice Calvetti, anche in qualità di imprenditrice che opera con successo da anni nel comparto della lavorazione della pelle, ha accompagnato Molinari in alcune importanti realtà produttive, soffermandosi in particolare sul comparto chimico”.

La delegazione della Lega è stata ricevuta dai vertici dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno. “L’incontro ha consentito di fare il punto sulla situazione economica, sulle prospettive del settore della pelle e del cuoio ma anche sulle difficoltà quotidiane dettate dalla burocrazia. Una occasione importante per gli imprenditori che hanno avuto modo di far conoscere la loro realtà ad un importante esponente politico nazionale il quale da parte sua ha manifestato piena disponibilità a collaborare con gli operatori del comprensorio del cuoio.
Al termine della intensa giornata, Molinari si è complimentato con la candidata della Lega Beatrice Calvetti per l’organizzazione dell’evento e per i proficui risultati raggiunti che hanno consentito di approfondire la conoscenza e le problematiche di una realtà produttiva leader nel mondo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.