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“Cartoline” da San Miniato, così l’immagine della città rivive nel tempo foto

Inaugurata la mostra a Palazzo Grifoni

Un’inedito insieme di cartoline uniche attraverso i secoli. Questo il tema centrale della mostra San Miniato – L’immagine della città nel tempo, inaugurata questo pomeriggio a Palazzo Grifoni dove sarà aperta al pubblico fino al 22 Maggio, a cura di Luca Macchi.

“L’arte veicola da sempre vita e cultura – ha dichiarato il vescovo monsignor Andrea Migliavacca. – Vedere la San Miniato nel tempo vuol dire recuperare una ricchezza enorme della storia di tutti noi. Arte che ci regala che ci fa scoprire la ricchezza di tutti noi. Ma anche un veicolo di quel senso di comunità che é la parte più vitale della nostra quotidianità. Un invito a guardare anche all’ambiente e farne custodia”.

Presente all’inaugurazione anche il fratello del presidente della Regione Toscana Carlo Giani, venuto a presentare alcune opere della San Miniato contemporanea fatte dal padre, Enzo Giani, pittore dilettante. “Un’occasione di ricostruire molto della vicenda di nostro padre – ha dichiarato, commosso, il figlio Carlo. – Qualcosa che ha rappresentato un fortissimo legame della nostra famiglia con San Miniato, meta delle nostre gite domenicali ma oggetto prediletto della espressione di una passione, la sua, che aveva trovato in vita anche alcuni riconoscimenti in esposizioni qua nel comune. Le quattro opere che abbiamo portato in questa mostra rappresentano secondo noi il meglio di quel legame”.

“Ciò che caratterizza più di tutti un luogo é il suo profilo – ha detto il presidente Giani -. Quello che viene tratteggiato qui attraverso sette secoli. Una importanza enorme quella di San Miniato, delineata non a caso dalla presenza del suo profilo anche nel Salone dei Cinquecento. Una città che ha avuto grande significato, ed una ricca che non a caso si caratterizza come unico luogo in cui si vedono lembi di tutte e dieci le province della regione, restando coi piedi a terra. Un borgo diventato città esattamente 400 anni fa. Fra tutti gli autori rappresentati qui voglio ricordare ovviamente Dilvo Lotti, che fu anche maestro di mio padre”.

Una mostra che sarà aperta tutti i fine settimana, sabati, domeniche e festivi, dalle 10,30 alle 18, a ingresso libero.

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