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L’informazione locale è affidabile, lo dice la Reuters. Ora serve un sostegno

Nessun provvedimento dal governo nazionale per sostenere la stampa on line, che garantisce la pluralità di fonti ai lettori

In tempi di diffidenza verso l’informazione e di fake news restano dei baluardi. E fra questo c’è senza dubbio il giornalismo locale o iperlocale.

Non è, questa, una affermazione che ha intenzioni di autoreferenzialità. A sancirlo, infatti, è il Digital News Report 2020 dell’istituto Reuters, condotto in 40 paesi. L’agenzia ha condotto una ricerca sulla percezione da parte dei lettori dell’affidabilità delle testate. In questa ricerca le testate locali e regionali si collocano al settimo posto, subito dopo Ansa, Sky Tg24, Il Sole 24 Ore, Rai News, Tg La 7 e a ridosso del Corriere della Sera. Ma davanti a grandi giornali nazionali come La Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano e le news di Mediaset.

Un segnale importante di come, con il tempo, stiano cambiando le dinamiche e anche le preferenze dei lettori.  Essere più vicini al fatto, rappresentare una comunità, infatti, crea una sorta di legame biunivoco fra lettore e testata giornalistica. E, soprattutto, concede la possibilità immediata di un controllo diretto sulla veridicità delle notizie e sull’affidabilità dell’utilizzo delle fonti.

È in questo solco che si inserisce anche il nostro lavoro e quello di tutti i quotidiani on line territoriali, riferiti a un singolo comune, a una provincia e a una zona specifica. Una serie di realtà messe in difficoltà dall’emergenza Covid-19 e che, fino ad oggi, non ha ricevuto sostegno alcuno dai provvedimenti statali.

Mezzi e canali di informazione, dunque, riconosciuti e affidabili ma la cui voce, in attesa del rafforzamento delle associazioni nazionali che rappresentano la categoria (fra queste Anso che sta già facendo un lavoro enorme di tutela degli associati), rischia di non farsi adeguatamente sentire dove conta. E viene messa continuamente a rischio a causa di provvedimenti nazionali e sovranazionali a tutela di chi maggiormente fa lobby.

Eppure siamo tanti, informiamo territori sempre più vasti. abbiamo i “numeri” che sono facilmente dimostrabili perché certificati e non provenienti da complessi calcoli di audience.

Un settore, insomma, quello dell’informazione on line, che meriterebbe più attenzione.

Per evitare di dover recriminare quando le voci diverse, che poi significano pluralismo, si spengono o vanno ad esaurirsi. Perché di peana ex post, in passato, ne abbiamo sentiti troppi.

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