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Tescaroli, il magistrato che racconta le stragi di Cosa Nostra

Presentato il volume che ripercorre una delle stagioni più drammatiche della storia italiana

È abituato a scandagliare fascicoli, coordinare indagini complesse e affrontare ogni giorno la realtà più dura della cronaca nera e giudiziaria. Eppure Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato, ha trovato il tempo – e la forza – di fermarsi a scrivere.

Ieri sera, alle 21, è stato ospite dell’associazione culturale Koiné all’Art Hotel Museo per presentare il suo nuovo libro, “Il biennio di sangue 1993-94. Le menti e gli esecutori materiali degli attentati di Cosa Nostra nel continente”.

Un volume che ripercorre una delle stagioni più drammatiche della storia italiana, quando la mafia portò la sua strategia del terrore nel cuore del Paese con le stragi di Firenze, Roma e Milano, tentando di piegare lo Stato al compromesso.
Tescaroli scrive con l’autorevolezza di chi quegli anni li ha vissuti da protagonista, come procuratore aggiunto a Firenze e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, ruolo decisivo per la riapertura, anni dopo, delle indagini su quegli attentati.

Durante la serata, il magistrato ha dialogato con Alessandro Nencini, già presidente della Corte d’appello di Firenze, con Marco Barone, presidente dell’Ordine degli avvocati di Prato, e con Elena Augustin, presidente della Camera penale pratese.
A moderare l’incontro è stato Michele Giacco, presidente dell’associazione Koiné.

Il libro, pubblicato da Paper First, è stato accolto con grande interesse dal pubblico e dalla critica. Come si legge su AntimafiaDuemila, l’opera di Tescaroli “sgombra il campo da dietrologie e mistificazioni”, pur evidenziando “quelli che, ancora oggi, sono i punti rimasti oscuri”.
Lo stesso portale sottolinea inoltre come l’autore “ricostruisca le fasi che hanno portato all’individuazione e alla condanna degli esponenti di Cosa Nostra che, a diversi livelli, si sono resi responsabili di crimini stragisti”.

Un testo rigoroso e appassionato, scritto da chi ha combattuto quelle battaglie in prima persona — un contributo di memoria e di verità, che restituisce al lettore la complessità e il coraggio di una stagione che ha segnato profondamente la coscienza civile del Paese.