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A Prato il primo Centro Covid d’Italia, oggi il taglio del nastro

Il governatore Eugenio Giani ha ricordato le prossime inaugurazioni, tra cui il Campo di Marte di Lucca con altri 150 posti letto a servizio della costa

Taglio del nastro oggi (8 dicembre) a Prato per il Centro Covid Pegaso.

“Nel momento in cui tutti si lamentano delle lungaggini della pubblica amministrazione vedere realizzata la prima struttura Centro Covid d’Italia in meno di un mese, e per 191 posti letto, è per noi un grande orgoglio perché si tratta non di un ospedale da campo, ma di una struttura duratura. E’ la dimostrazione che di fronte all’emergenza sanitaria si può rispondere nell’interesse generale della cittadinanza”. E’ questo il primo commento del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, presente alla inagurazione

“Questa per la Regione – ha aggiunto il presidente – sarà una struttura molto importante, in grado di avere più funzioni, il luogo in cui potranno venire i malati covid ma anche i pazienti che permetteranno di alleggerire la pressione sugli ospedali e sulle Residenze sanitarie assistenziali, un volano da utilizzare al momento del bisogno“.

E poi ha proseguito con i numerosissimi ringraziamenti per molti dei numerosi presenti, per il direttore di Inso, Luca Dal Fabbro, per il responsabile regionale della protezione civile, Giovanni Massini, per i tre direttori generali delle Asl presenti, Paolo Marchese Morello, Antonio D’Urso e Letizia Casani, e per gli altri assessori regionali arrivati per l’inaugurazione, Serena Spinelli, Stefano Ciuoffo e Stefano Baccelli, insieme a Giovanni Bruno, commissario straordinario Inso e Mario Fiorentino direttore generale del ministero dello sviluppo economico.

“E’ stato – ha poi proseguito Giani – un vero lavoro di squadra. Noi abbiamo pensato a realizzare una struttura vera, che rimane e va ad arricchire il sistema sanitario regionale. A mio giudizio siamo di fronte ad un esempio per tutti, che può vivere non solo per assistere, ma anche in una dimensione di sperimentazione e ricerca. È, insomma, un’opera che arricchisce, frutto di uno straordinario sforzo operativo che ha coinvolto tutti. La Toscana mostra oggi una struttura che può far sentire i suoi cittadini in buone mani. Stiamo affrontando in modo strutturale l’emergenza rappresentata dalla pandemia”.

Il presidente ha infine ricordato i prossimi appuntamenti con le inaugurazioni delle altre strutture in corso di realizzazione, a cominciare dall’ampliamento dell’ospedale di Prato con la creazione di ulteriori 60 posti letto, oggi per degenti covid, domani per tutti i pazienti del S. Stefano. Poi il Prato 3, cioè la struttura gemella, situata accanto a quella inaugurata questa mattina, che ospiterà 150 letti e infine il Campo di Marte di Lucca con altri 150 posti letto a servizio della costa. Se nel momento di picco ci sono stati oltre 2200 malati covid ricoverati, a breve la Toscana potrà quindi contare su 550 posti letto in più, così da gestire in sicurezza anche una eventuale terza ondata.

All’inaugurazione del Centro Covid Pegaso di Prato hanno partecipato anche gli assessori regionali al diritto alla salute, Simone Bezzini e alla protezione civile, Monia Monni. Per Simone Bezzini quello inaugurato oggi è “un tassello importante nella lotta alla pandemia, perché la Regione si dota di nuovi spazi per combattere il Coronavirus e supportare la rete ospedaliera, alleggerendo la pressione che vi grava. Si tratta di un ambiente curato, accogliente, anche se realizzato in tempi brevissimi. E’ la dimostrazione che la Pubblica amministrazione può lavorare bene e rapidamente. La ripresa delle attività no-covid è molto attesa dai cittadini e questa struttura e le altre a cui stiamo lavorando, la renderanno possibile”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, l’assessore Bezzini ha quindi parlato dei posti letto aggiuntivi che vengono creati. “Ne avremo – ha precisato – in tutto, compresi questi, oltre cinquecento: un cuscinetto importante dalla doppia funzione: valvola di sfogo in caso di ondate imponenti di contagi, e posti ordinari nei momenti di calo. Nelle prossime settimane puntiamo ad alleggerire le 46 strutture ospedaliere presenti in Toscana e a far ripartire le attività sanitarie no-covid”. L’assessore Bezzini ha quindi precisato che a Prato potrebbero teoricamente arrivare pazienti da tutta la Toscana, ma che si pensa che possa essere soprattutto un presidio al servizio dell’area centrale della regione. In seguito alla seconda ondata si sono avuti circa 2.200 ricoveri per Covid, cioè 700 in più rispetto alla prima, ma il sistema ha comunque retto l’urto. Quello che lanciamo oggi è un segnale grandioso – gli ha fatto eco l’assessora regionale alla Protezione civile, Monia Monni – abbiamo realizzato questo vero e proprio ospedale in un solo mese. Sarà in funzione da lunedì prossimo, quando qui arriveranno i primi venti pazienti e via via lo utilizzeremo per alleggerire la pressione sulle altre strutture del Sistema ospedaliero, che in questo modo potrà tornare a svolgere le prestazioni ordinarie, dopo che purtroppo siamo stati costretti a sospenderle. E’ stato un impegno straordinario per il quale voglio ringraziare la Inso che l’ha allestita, compresa una sala dedicata alla terapia subintensiva. E con strutture come questa e le altre che a breve inaugureremo che ci creiamo strutture cuscinetto che ci permetteranno di reggere anche l’eventuale terza ondata”.

I numeri della struttura

Due piani per 190 posti letto complessivi. È di 1700 metri quadrati la superficie totale. Il costo (comprensivo anche del secondo edificio) è di 5 milioni di euro.  Si tratta di un edificio su due piani di complessivi 1.700 metri quadrati. Ospita al piano terreno 5 grandi locali che garantiscono un buon distanziamento dei letti e altri 5 grandi locali al primo piano, per complessivi 190 posti letto. È stato realizzato a tempo di record, in neanche un mese, visto che l’ordinanza (la numero 105) del presidente Giani che ne dispone l’allestimento è stata firmata il 9 novembre scorso. I lavori sono stati affidati in somma urgenza (secondo l’articolo 163 del codice dei contratti, così come previsto dalle procedure derogatorie in seguito all’emergenza Covid) alla Inso spa di Firenze, che li ha iniziati immediatamente per concluderli con un giorno di anticipo rispetto alla cronoprogramma concordato. Il costo, interamente finanziato dal bilancio regionale, è stato di circa 5 milioni di euro, comprensivo di tutto, compresi gli arredi e gli apparecchi medicali, ma è relativo a due edifici, cioè anche all’edificio gemello di quello inaugurato stamani, di cui si prevede l’ultimazione in tempi brevi. Inso ne ha curato l’adeguamento delle struttura muraria, gli impianti e i servizi, mentre delle forniture si è occupato il Sistema sanitario regionale con Estar, l’Ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che si occupa degli acquisti e delle assunzioni in sanità. Da sottolineare che questa realizzazione a tempo di record è stata possibile anche grazie alla riunione permanente del tavolo tecnico creato per questo e composto dalle Asl, dalle aziende ospedaliero universitarie, da Estar e che è coordinato dal responsabile della protezione civile regionale, Giovanni Massini e dal responsabile della direzione regionale diritti di cittadinanza e coesione  sociale, Carlo Rinaldo Tomassini. Il tavolo tecnico si è riunito ogni giorno per seguire questa e altre realizzazioni e continuerà a farlo fino alla completa ultimazione delle strutture che sono in corso di allestimento.

Tra Natale e la fine dell’anno dovrebbero essere consegnati sia l’edificio gemello a quello inaugurato stamani, sia quello da 60 posti letto presso l’ospedale Santo Stefano di Prato, che i 155 letti di quello all’ospedale di Campo di Marte a Lucca.

Coldiretti Toscana, per l’inaugurazione, ha donato piante e fiori al nuovo Centro Covid. “È un gesto di cura e attenzione, di cui ringrazio Coldiretti Toscana e la Giorgio Tesi Group. Con le loro piante hanno voluto portare un abbraccio di bellezza nel nuovissimo centro Covid Pegaso. Sappiamo tutti quanto la presenza di fiori e piante ci aiuti a stare meglio e possa influire in modo positivo sul nostro benessere. E anche la bellezza ha questo effetto – ha commentato la vicepresidente e assessore regionale all’agroalimentare Stefania Saccardi – Anche questo è un modo concreto per contribuire all’impegno che stiamo mettendo in campo per affrontare questa pandemia e allo stesso tempo lanciare un segno di speranza”.

 

 

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