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Emergenza abitativa, sindacati chiedono l’apertura di un tavolo in Regione

Sono più di 80mila le famiglie che soffrono di problematiche legate alla casa

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“La drammatica situazione sanitaria, economica e sociale che vive il paese, sta incidendo fortemente sulla situazione di grave disagio abitativo che già da tempo pesa sulle famiglie toscane. Il dato degli sfratti per morosità incolpevole aumenta a dismisura come dimostrano le crescenti procedure nei tribunali di questi ultimi mesi, per le difficoltà di tanti inquilini a corrispondere il canone di locazione. Il disagio abitativo nella nostra Regione si attesta su un numero altissimo: più di 80mila famiglie soffrono le problematiche legate alla casa. Gli affitti e i costi dell’abitare in generale, sono diventati lo scoglio più difficile da sorpassare, per le persone strozzate dalla precarietà abitativa. Oltre a questo, incombe il rischio dello scadere al 31 marzo, del blocco dei licenziamenti”. A parlare sono Maurizio Brotini e Simone Porzio di Cgil Toscana, Francesca Ricci di Cisl Toscana e Sicet, Triestina Maiolo di Uil Toscana, Laura Grandi del Sunia, Rodolfo Zanieri di Uniat e Pietro Pierri dell’Unione Inquilini.

“Il parlamento – dicono i sindacalisti – lavora per la conversione in legge del decreto legge 183/2021 nel cui testo opportunamente il precedente governo Conte, ha inserito una sospensione degli sfratti per morosità ad uso abitativo e diverso e delle procedure immobiliari, sino al 30 giugno. Di fronte a prese di posizione durissime contro questa norma da parte di chi vorrebbe una immediata ripresa delle esecuzioni degli sfratti abbiamo, con fermezza, richiesto ai gruppi parlamentari di confermare questa norma che, se cancellata, determinerebbe una situazione insostenibile per le nostre città colpite oltre che dagli effetti molteplici e le restrizioni della pandemia, dal dilagare di un crescente numero di famiglie che rischiano di essere messe “in mezzo alla strada” senza una alternativa alloggiativa”.

“Da parte nostra – dicono ancora – riteniamo urgente che nel periodo di sospensione degli sfratti si lavori intorno a un progetto che scongiuri il rischio di nuove proroghe e fornisca ristori, esenzioni e agevolazioni fiscali alla proprietà che subisce l’ulteriore ritardo nel rilascio dell’immobile. Al tempo stesso chiediamo alla Regione l’apertura di un tavolo per il disagio abitativo, che coinvolga prefetti, sindaci ed assessori delle aree ad alta tensione abitativa e le organizzazioni sindacali. La motivazione è legata alla necessità di trovarsi preparati alla riapertura delle esecuzioni con forza pubblica a partire dal 1 luglio e per avere una omogeneità di procedure nei vari territori. La richiesta ai Comuni è quella di attivare prima possibile le commissioni per il passaggio da casa a casa, previste dalla legge regionale 2/2019, che offrono l’unica modalità operativa per governare e graduare le esecuzioni con forze pubbliche, senza creare tensioni sociali”.

 

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