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Allerta valanghe, montagne sotto osservazione

Dalla Lunigiana all’Appennino

Le intense nevicate che hanno interessato l’Appennino e le Alpi Apuane negli ultimi giorni spingono la Regione Toscana ad alzare il livello di attenzione sul rischio valanghe. Il Centro Funzionale Regionale ha diffuso nel pomeriggio di oggi, venerdì 6 febbraio 2026, un nuovo bollettino di valutazione delle criticità, basato sugli aggiornamenti Meteomont, che introduce una criticità gialla per due giorni consecutivi nelle aree montane del nord della regione.

L’allerta riguarda l’area N1, che comprende le zone montane delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia, con particolare riferimento alla Garfagnana e alla Media Valle del Serchio, alle Alpi Apuane nei territori di Seravezza, Stazzema, Camaiore, Massa e Carrara, alla Lunigiana e alla montagna pistoiese, inclusi Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio. Per le aree N2 dell’Appennino meridionale e N3 del Monte Amiata il livello di rischio resta invece verde, senza criticità rilevanti. La criticità gialla è confermata sia per venerdì 6 che per sabato 7 febbraio e deriva dalla possibile instabilità del manto nevoso, che potrebbe favorire valanghe localizzate soprattutto nelle zone già note per la loro esposizione.

Secondo gli esperti si tratterebbe in prevalenza di fenomeni di media entità, tipici delle fasi successive a nevicate abbondanti e a repentini sbalzi termici. Gli effetti possibili includono temporanee interruzioni della viabilità montana, disagi ai servizi locali e rischi occasionali per chi frequenta pendii innevati o aree non battute, con la possibilità di danni più significativi nei contesti più vulnerabili. Le nevicate registrate tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio hanno infatti creato accumuli irregolari, soprattutto sui versanti esposti al vento, mentre l’alternanza tra freddo intenso e rialzi termici ha reso il manto nevoso disomogeneo e potenzialmente instabile in quota. Proprio questo scenario ha portato la Regione a mantenere alta l’attenzione sulle Apuane, dove la conformazione del territorio, caratterizzata da canaloni e pendii ripidi, favorisce distacchi anche di piccola entità. La criticità gialla non indica un pericolo diffuso, ma impone prudenza: evitare pendii ripidi non controllati, prestare attenzione a possibili chiusure temporanee delle strade montane e seguire gli aggiornamenti ufficiali del Centro Funzionale Regionale e delle amministrazioni locali.