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La Dogaia fuori controllo: telefoni, droga e violenze senza fine

La Procura lancia l’allarme: aggressioni continue agli agenti

Nonostante i ripetuti interventi repressivi messi in campo nel corso del 2025, la Casa Circondariale di Prato “La Dogaia” continua a essere teatro di una grave e persistente recrudescenza criminale. A certificarlo è una dettagliata nota del Procuratore Capo di Prato, dottor Luca Tescaroli, che fotografa una situazione allarmante fatta di aggressioni, traffici illeciti e un diffuso clima di violenza ai danni della polizia penitenziaria. Dopo le operazioni di giugno e novembre 2025, promosse dall’ufficio della Procura, permane l’uso illegale di telefoni cellulari, così come lo smercio di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto. Fenomeni che si inseriscono in un contesto di crescente aggressività, culminato in numerosi episodi violenti avvenuti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. L’ultimo riscontro investigativo risale a sabato 31 gennaio 2026, quando un detenuto italiano di 22 anni, originario di Salerno e ristretto presso il Polo Scolastico, è stato sorpreso mentre utilizzava uno smartphone LG. Alla vista degli investigatori ha tentato di disfarsene rifugiandosi in bagno e distruggendo l’apparecchio, successivamente recuperato privo di sim card e sottoposto a sequestro. Pochi giorni dopo, lunedì 2 febbraio 2026, un altro telefono cellulare – uno smartphone Redmi senza scheda sim – è stato rinvenuto negli spazi comuni del reparto Alta Sicurezza, lungo le scale utilizzate dai detenuti per accedere al piano terra. Ma è soprattutto la spirale di violenza contro il personale penitenziario a destare profonda preoccupazione. Già l’8 gennaio 2026, un detenuto marocchino del reparto Media Sicurezza ha aggredito un agente che gli aveva impedito di usare l’ascensore: pugni e colpi con un estintore hanno provocato un trauma cranico, con prognosi iniziale di dieci giorni e il trasporto dell’agente al pronto soccorso di Prato. Il 12 gennaio 2026, un detenuto albanese di 43 anni, nel tentativo di forzare uno sbarramento della settima sezione, ha causato la frattura della mano di un agente, con una prognosi di trenta giorni. Ancora più recente l’episodio del 6 febbraio 2026, quando un detenuto rumeno di 26 anni ha spruzzato un estintore direttamente sul volto di un agente, colpendolo agli occhi e causandogli una lesione guaribile in sette giorni, danneggiando al contempo una telecamera di sorveglianza.

La nota del Procuratore richiama inoltre due gravi episodi emersi retrospettivamente: il primo risalente al 18 novembre 2025, quando un detenuto tunisino quarantenne ha spinto violentemente un agente facendolo cadere contro uno sbarramento; il secondo vede protagonista un detenuto libico ventenne che ha minacciato di morte il comandante del carcere, tentando di colpirlo con un pugno e lanciandogli contro un estintore. Sul fronte interno, la Procura segnala anche un fatto di estrema delicatezza: è stata esercitata l’azione penale nei confronti di un ispettore superiore della polizia penitenziaria, accusato di percosse ai danni di un detenuto nell’infermeria centrale. Secondo l’accusa, il 29 novembre 2025 l’ispettore avrebbe colpito il detenuto con schiaffi a mano aperta, indossando guanti di pelle nera, nonostante quest’ultimo fosse già immobilizzato e reso inoffensivo.

Un quadro complessivo che restituisce l’immagine di un istituto penitenziario attraversato da tensioni sistemiche, dove alla violenza dei detenuti si affiancano criticità profonde nella gestione della sicurezza e della legalità. Una situazione che, come emerge chiaramente dalla nota del Procuratore Tescaroli, richiede risposte strutturali urgenti, prima che l’emergenza diventi irreversibile.