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Tasi più cara per chi tiene le slot, sconti se le togli

Nuove slot non possono essere istallate in virtù di un’ordinanza. Ma da Santa Maria a Monte, dove le sale slot sono un paio e le attività che hanno anche le macchinette meno di 10, c’è già chi si è informato per andarsene. Il motivo? Con le modifiche al regolamento approvate dal consiglio comunale di ieri sera 30 marzo (assente per motivi familiari la lista civica, il gruppo Pd ha votato contro) le attività che hanno una slot pagano di più la Tasi.

“Non è una ritorsione né una cattiveria – spiega il sindaco Ilaria Parrella –. Abbiamo deciso di destinare quei soldi in più a un fondo per aiutare le persone affette da ludopatie, perché dobbiamo prendere coscienza che quella del gioco è una malattia. Anche la mia ordinanza è volta a questo: a sensibilizzare le persone sul problema”. In più, secondo il sindaco, quasi nessuno nel suo comune ha nelle slot l’attività prevalente, quindi può anche decidere di toglierle. “Qualcuno – spiega – lo scorso anno lo ha fatto. Diciamo che così creiamo meno occasioni di gioco per i giovani e chi è malato di gioco ha in genere altri disagi, per cui non gli è facile spostarsi e andare in un altro comune”. Il regolamento ora, quindi, prevede che chi rimuove le slot non paghi la Tari 2015 (che sarà detratta l’anno successivo) fino alla concorrenza massima di 500 euro, a condizione che venga presentata una richiesta al comune con allegata documentazione che provi la rimozione della macchinetta e prevede invece, un aumento che va dal 50 per cento in piu per le sale slot che continuano a tenere le macchinette e un aumento di circa il 20 per cento per gli altri esercizi che non tolgono le slot e non usufruiscono quindi della riduzione. Proprio su questo, sull’aumento, il gruppo del Pd ha deciso di non votare le modifiche dopo una breve discussione. “Qualche attività – spiega la sindaco – ha già tolto le slot dopo le agevolazioni dello scorso anno. Non possiamo fare molto, come amministrazione, ma almeno un segnale lo abbiamo voluto dare e speriamo che le attività ne approfittino. D’altra parte amministrare significa scegliere e se questo significa perdere qualche attività, allora pazienza”.

Elisa Venturi

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