Sanità, Comprensorio verso l’Area vasta con Pisa

Entro il 30 settembre la riorganizzazione della sanità toscana delle aree vaste e la destinazione dei vari territori dovrà essere definita.

Questa è la tabella di marcia che si è data la Regione per mettere a punto la nuova geografia che nascerà dagli accorpamenti della Asl. In tutto questo, il Valdarno è uno dei quei territori che dovrà decidere dove collocarsi. In virtù della legge regionale 28, infatti, i quattro comuni di San Miniato, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno e Montopoli Val d’Arno dovranno decidere se andare a fare parte dell’area vasta costiera o di quella della Toscana centrale che avrà come punto focale Firenze e questo significa poi scegliere tra le Asl5 di Pisa oppure rimanere con la 11 di Empoli. Una decisione che come molti auspicano andrebbe presa all’unanimità tra i quattro comuni, evitando spaccature che poi potrebbero rappresentare una grossa criticità per l’Unione comunale del Valdarno inferiore. Tutti sperano di affrontare il dibattito dopo le elezioni regionali, ma la questione è assai calda e il confronto politico è già partito. Il prossimo che dovrà affrontare in sede di consiglio comunale la questione è Giovanni Capecchi, il sindaco di Montopoli, che giovedì 30 aprile ha già previsto una seduta del consiglio dedicata a questo tema. “Nell’ordine del giorno del consiglio comunale – spiega Capecchi – parleremo anche della Asl. C’è un’unità di intenti dell’Unione dei comuni del Valdarno e pertanto la scelta su dove sarà collocato il comune deve essere presa all’unanimità. Un punto fondamentale sicuramente è quello dei servizi che devono essere mantenuti e non diminuiti”. Insomma un messaggio chiaro che sembra dire: non ci sono idee preconcette, ma la scelta sarà da definire in base alla garanzie di assistenza sanitaria e servizi erogati. In realtà la legge prevede che i servizi erogati rimangano gli stessi, indipendentemente dalla Asl di appartenenza. La valutazione, semmai, potrebbe essere di carattere politico e certamente la distanza dalle cliniche di area vasta può essere una scelta che fa propendere forse per l’area vasta costiera, dove l’ospedale di riferimento sarebbe Cisanello per le specialità e Pontedera come nosocomio di secondo livello. Ma il nodo centrale comunque rimane la garanzia dei servizi erogati sul territorio secondo i sindaci, come ribadisce il primo cittadino di Castelfranco di Sotto, Gabriele Toti sottolineando: “La valutazione su quale sia l’Asl in cui andranno i Comuni del Comprensorio va fatta insieme alle altre amministrazioni. Il punto centrale della questione sono i servizi e la scelta che faremo deve tenere conto dell’adeguatezza di servizi fondamentali per i cittadini. Dopo le elezioni regionali, ci dovrebbe essere un confronto con gli altri sindaci in cui ci cercheremo una decisione condivisa. Una cosa è certa: l’unità dei comuni del Valdarno va mantenuta”.
Anche il sindaco di Santa Croce sull’Arno Giulia Deidda si esprime sulla Asl sottolineando che l’unità di indirizzi dei comuni del Valdarno è fondamentale mantenerla: “Affronteremo una discussione con gli altri Comuni. Dobbiamo andare nella stessa direzione perché altrimenti l’Unione non avrebbe più senso. La Società della Salute del comprensorio del Cuoio dovrà rimanere invariata. Dopo che è stata approvata la legge regionale 28 abbiamo un po’ di tempo per confrontarci e scegliere la soluzione migliore”. Insomma nessun o si sbilancia, ma tra le righe sembra che Toti e Capecchi propenderebbero forse per aggregare il Valdarno all’area vasta costiera e probabilmente da parte di Deidda ci potrebbe essere disponibilità a parlare di questa eventualità. San Miniato, per il momento, non si è espresso (anche perché non abbiamo voluto disturbare il sindaco Gabbanini ancora degente ndr) ma storicamente la città ha sempre guardato di buon occhio un’aggregazione con l’area fiorentina e questo potrebbe essere un elemento di discontinuità nell’indirizzo che prenderanno i quattro comuni.
Una questione che comunque non sarà affrontata solo in sede politica e che una possibile grazie nell’area costiera dovrà essere valutata con la popolazione e le categorie anche fuori dalle sedi istituzionali, come sottolinea il sindaco di Santa Croce: “Sono convinta che ci sia bisogno di incontrare i medici di famiglia e le associazioni di volontariato per sentire anche la loro opinione e le loro idee in merito alla nuova situazione che si configura e sono disponibile ad avviare un percorso con la popolazione e le categorie se sarà necessario”.

 

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