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Cuoio Depur, sindacati verso lo sciopero

“Lavoratori e sindacati sono andati all’incontro con l’azienda con l’intenzione di collaborare. Eravamo disposti a rinunciare a super minimi e premi, ma per fare un passo indietro sui 9 licenziamenti annunciati dalla comunicazione di messa in mobilità (sui 29 assunti), Cuoio Depur ci ha chiesto di abbassare livelli e stipendi”.

Per questo i sindacati hanno lasciato il tavolo della trattativa questa mattina 28 aprile ( leggi anche “Le concerie non pagano” e Cuoio Depur vuole ridurre i dipendenti) e hanno incontrato i lavoratori, in un’assemblea straordinaria convocata per le 14, che ha votato all’unanimità la proclamazione dello stato di agitazione fino ad arrivare allo sciopero. Come da procedura, ora ci sono 9 giorni nei quali la Provincia può convocare le parti e cercare l’accordo, anche in considerazione del fatto che la Cuoio Depur ha quote pubbliche. “Abbiamo capito che è un problema di soldi – spiega per la Cgil Loris Mainardi -, ma l’azienda si è anche rifiutata di reinternalizzare alcuni servizi, come era da nostre proposte. Ci siamo detti disposti a trattare su premi e super minimi, ma il presidente della Cuoio Depur Spa nonché presidente del consorzio conciatori, ha ripetuto che gli stipendi da pagare sono troppo alti e che l’unico modo di salvaguardare i posti di lavoro è di ridurre i salari, abbassando i livelli occupazionali. Ma come si fa a demansionare qualcuno? Qui si tratta di competenze: quegli stipendi non sono assegnati a caso. In pratica l’azienda sta facendo saltare la trattativa per 200 euro al mese”. Quello che i sindacati come i lavoratori fanno fatica ad accettare, inoltre, è il doppio ruolo di Michele Matteoli, dalle organizzazioni sindacali ritenuto incompatibile, soprattutto ora, che sul tavolo ci sono livelli occupazionali e relativi salari e il costo di depurazione alle concerie.

Elisa Venturi

 

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