Fiaccolata per i diritti umani a Fucecchio

Il comune di Fucecchio aderisce alla fiaccolata per i diritti umani, contro le guerre e le persecuzioni etniche e religiose, contro le violenze sulle donne e i bambini. La fiaccolata è promossa da Consulta del Volontariato, Fondazione I Care, Movimento Shalom, Abl associazione Senegal, Popoli Uniti, Avo, Cif, Circolo Pacchi, Caritas, Banca del Tempo, Cgil, Anpi, Comitato Marea, All’iniziativa Associazione Saharawi.

All’iniziativa, che si terrà venerdi 8 maggio alle 21 in piazza Montanelli a Fucecchio, hanno aderito anche il Consiglio degli Stranieri di Fucecchio, la Pubblica Assistenza, la Misericordia, l’Auser e molti singoli cittadini. “Non possiamo rimanere indifferenti – dicono gli organizzatori – alle morti sempre più numerose che avvengono al largo delle nostre coste. L’Africa è sempre più un continente ad alta tensione, prima oggetto di conquista e sfruttamento, oggi aggredito dagli interessi delle lobby internazionali pronte ad accaparrarsi risorse energetiche ed alimentari. Ciò ha prodotto instabilità politica e guerre fratricide. Si è creato odio e discriminazione verso minoranze religiose, in particolare cristiane, che avevano fino ad ieri convissuto pacificamente portando aiuto ai più deboli; si fanno violenze indicibili, si uccide, si violentano donne, si arruolano bambini per una guerra che la maggioranza dei musulmani non vuole. Chi può fugge con quel poco che ha ma il percorso è talvolta lungo e insidioso (si calcola che solo la metà di coloro che si mettono in cammino giungono sulle nostre coste, l’altra muore per stenti e percosse). Sulle frontiere sono stati eretti e si stanno erigendo muri e filo spinato. Quando si giunge sulle poche coste del mediterraneo, che l’instabilità politica ha reso permeabili, ci si imbarca sulla prima carretta del mare disponibile perché si è stremati e disposti a rischiare tutto”. “E’ possibile tutto questo ? – si chiedono ancora gli organizzatori -. Lo possiamo ancora permettere? Il Mediterraneo deve continuare ad essere “ponte” tra i popoli che vi si affacciano, oppure “confine”, come sembra sia diventato? Si sveglierà l’Europa per trovare soluzioni per la pace, supremo bene comune? Una voce forte e ferma, di condanna della nostra inerzia ci viene da Papa Francesco. Non lo dice perché è il suo “mestiere”, lo dice perché, oltre ad essere il capo della comunità cristiana, è un uomo saggio e consapevole. Ecco, è tutto questo che vogliamo denunciare e forse se ci riusciamo a scuotere un po’ le coscienze di tutti noi”.

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