Don Sergio da un quarto di secolo, 300 per festeggiarlo foto

Ci sono luoghi dove il parroco è ancora un’istituzione. Sempre meno lo si cerca in Chiesa, ma l’importante è sapere che c’è. E, poi, la Chiesa è questo: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. E ieri sera 2 giugno, di persone riunite, al tendone della festa della pizza di Orentano, ce n’erano più di 300 per festeggiare i 25 anni da sacerdote di don Sergio Occhipinti, da dieci anni parroco di Orentano e Villa Campanile.

Insieme ai sacerdoti della diocesi, che con lui hanno condiviso questo importante traguardo che, in realtà, cade proprio oggi: il sacramento dell’ordinazione, a San Miniato, è stato conferito il 3 giugno 1990. “Ricordo la nostra prima chiacchierata a Palaia, dove era rimasto per sette anni prima di arrivare qui – ha detto il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti premiandolo con una targa -. Il parroco è una figura importante per la comunità, non solo per quella religiosa. In un momento di forte crisi valoriale, tutta questa partecipazione è un segno importante”. “Questa – ha detto don Sergio, passando per tutti i tavoli a salutare – è una comunità vivace e creativa. Organizzano tante cose e diventano molti di più d’estate: è un popolo di emigrati, che torna con piacere. Anche se, ora, siamo alla generazione dei figli e dei nipoti, che sentono un po’ meno l’attaccamento al territorio”. Di origine siciliana, ha imparato presto a sentirsi straniero, ma da quella comunità si è sentito subito accolto, anche perché lui stesso fa dell’accoglienza delle periferie il suo segno distintivo. “Quando è arrivato – ha detto il presidente dell’Ente carnevale dei bambini Uliviero Ponziani -, don Sergio ha celebrato il mio 25esimo di matrimonio. Oggi, per me, è un piacere festeggiare i suoi 25 di sacerdozio”. Per volontà di don Sergio, il ricavato della cena servirà a riparare l’organo nella chiesa del paese: lo strumento musicale è il bene mobile più prezioso del paese e richiede lavori per 70mila euro.

 

 

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