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Lapidi, alla fine tutti con Gabbanini

Alla fine, la vicenda lapidi, al di là della opposizione ideologiche e metodologiche, si è risolta con la sola astensione della minoranza e il volto favorevole del consiglio comunale.

Durante la seduta di ieri, giovedì 11 giugno, il consiglio comunale ha votato lo spostamento delle lapidi commemorative della strage del Duomo nel futuro museo della Memoria, che probabilmente sorgerà nel complesso di San Domenico e dove già nei prossimi giorni il sindaco Gabbanini e alcuni esponenti del comitao Parri, insieme ai tecnici della sovrintendenza, faranno un sopralluogo per valutare la nuova collocazione. Neppure il consigliere Cavallini, che con la sua solita lucidità ed efficacia ha criticato il metodo adottato da Gabbanini, ha espresso voto contrario alla mozione del Pd, visto che alla fine, nella sostanza, rispetta la memoria. Non ha votato con parere contrario neppure il Centrodestra. E, alla fine, la mozione è passata senza troppi problemi. Il Centrodestra, che sembrava almeno in parte pronto ad appoggiare la mozione, alla fine ha optato per l’astensione, visto che nel documento targato Pd si ribadiva che la strage era stata causata dai nazifascisti e dalla guerra.
Insomma, alla fine la storia archievierà la vicenda come molto rumore per nulla. Gabbanini, per la decisione di spostare le lapidi, ha subito un’aggressione verbale da parte di Ulivieri, finita, almeno inizialmente, in querela, alla nascita di un comitato di opposizione promosso da Cavallini e alle ire anche di parte del Pd. L’altra parte, quella di Gabbanini, esce con estrema eleganza da questa vicenda, incassando una non opposizione. Forse, allora, molti cittadini ieri si sono chiesti se conveniva riflettere prima di urlare. Quasi unico assente al cosiglio comunale era Francesco Lupi, segretario del Pd e da sempre contrario allo spostamento della lapidi che ieri non era al suo posto nella fila dei consiglieri democratici. Così come era assente anche il vicesindaco Rossi, anche se ufficialmente giustificata. Un’assenza, quella di Lupi, che a qualcuno ha fatto pensare a dissidi all’interno del Pd per la vicenda lapidi e che, se fossero, non si risolveranno troppo facilmente.

Gabriele Mori

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