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Sversamenti in Usciana, M5S: “Bene condanne, chiarire responsabilità Arpat”

Soddisfazione dal Movimento 5 Stelle di Castelfranco di Sotto per la sentenza sugli sversamenti nel fiume Usciana, anche se i pentastellati vogliono ancora chiarezza sul ruolo di Arpat in tutta la vicenda.

Ad essere condannati in primo grado a tre anni gli ex dirigenti del Consorzio Conciatori di Fucecchio, Claudio Brotini e Massimo Banti. Ci fu, secondo la sentenza, uno sforamento ritenuto colpevole dei limiti di legge per gli sversamenti nel torrente Usciana. Per questo, il Consorzio conciatori di Fucecchio è stato condannato a pagare oltre 3 milioni di euro, da recuperare dal maxi sequestro di 18 milioni di euro delle sue proprietà già disposto all’inizio del processo. Questo, oltre ai 30mila euro da pagare in risarcimento al Comune di Fucecchio, 6mila al Ministero dell’Ambiente e 5mila euro per ciascuna delle parti civili in causa, vale a dire, insieme sempre al Comune di Fucecchio e al ministero, anche le associazioni Legambiente e Italia Nostra. Con motivazioni ancora da chiarire, ma che potranno essere lette nella sentenza, al Consorzio viene contestata anche una responsabilità civile, da estinguersi con un pagamento di ulteriori 280mila euro, oltre ad un’interdizione dalle attività e relazioni con le pubbliche amministrazioni per sei mesi. All’ente fucecchiese sarà revocata, in caso di conferma della sentenza, anche l’autorizzazione integrata ambientale, il permesso per le attività di depurazione delle acque. Insomma, un macigno enorme sulle attività del Consorzio, a cui sono stati sospesi pure finanziamenti in atto ed ogni genere di sussidio.
Il caso era balzato all’onore delle cronache dal 2012, per un’inchiesta della Guardia di Finanza sui vertici dell’Consorzio. Il Movimento 5 Stelle di Castelfranco di Sotto, in una nota, si riconosce soddisfatto della sentenza anche se chiede di chiarire anche le responsabilità di Arpat: “Siamo rammaricati – dichiarano i grillini che sono sempre stati in prima fila per conoscere la verità su questa torbida vicenda – perché nei compiti di Arpat rientra la vigilanza e la preservazione dei corsi d’acqua, ma le acque reflue dell’impianto venivano campionate in un apposito contenitore che poi veniva manomesso. Perchè Arpat non ha mai avuto l’iniziativa di campionare le acque direttamente allo scarico finale nel torrente Usciana? Nemmeno dopo la moria di pesci del 2012, quando fu logico a tutta la popolazione del Comprensorio che qualcuno avesse potuto sversare sostanze tossiche nel fiume, venne presa in considerazione. Inoltre, Arpat dopo la scoperta degli sversamenti addirittura ha dichiarato che non sussistono gli estremi per danno ambientale, ed ha prodotto anche un documento che nel processo è stato usato più volte dalla difesa degli imputati. Ma come può essere che un ente pubblico ed indipendente preposto alla tutela ambientale ed alla salute dei cittadini non abbia nessuna responsabilità? Noi del Movimento 5 Stelle non dimentichiamo che Arpat è sempre l’ente che non riscontra le cause delle maleodoranze, dopo le denunce dei cittadini o che, anche in giudizio, difende l’installazione del pirogassifigatore, e vigila sul suo corretto funzionamento”.
Insomma, soddisfazione ma anche tanti dubbi da parte del Movimento. Che riguardo alla sentenza emanata dal tribunale dichiarano: “Questa sentenza è solo un punto di partenza – dicono – Speriamo che venga applicata nel minor tempo possibile e ci chiediamo quali azioni, comunque a nostro avviso sempre tardive, intraprenderà l’Assoconciatori verso il signor Banti. Noi, come attivisti del Movimento, continueremo comunque a vigilare per il rispetto dell’ambiente e della salute dei nostri concittadini”.

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