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Poste di Marti, Capecchi: “Non ci fermeremo” – Foto foto

Se niente cambierà, il prossimo 6 settembre potrebbe essere l’ultimo giorno di esercizio dell’ufficio potale di Marti, nel comune di Montopoli. Ma il piano di razionalizzazione degli sportelli di Poste non piace al sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi, al vicesindaco Linda Vanni, al presidente dell’Uncem Oreste Giurlani e al consigliere regionale Andrea Pieroni, che questa mattina 25 agosto hanno sostenuto la protesta di oltre 100 cittadini che si sono dati appuntamento davanti alle Poste di Marti (leggi anche Poste, sit in a Marti martedì 25 ).

“In questo periodo ci tagliano tutto – spiega il sindaco di Montopoli -. Dopo i soldi, anche i servizi. Non è accettabile chiudere Marti perché ogni caso è una storia a sé. Senza questi sportelli, per avere i loro servizi, questi cittadini dovrebbero spostarsi di almeno 10 chilometri, in una zona dove non sono fortissimi neppure i trasporti pubblici”. Non tutte le situazioni sono uguali e il sindaco Capecchi spera che questo sia il grimaldello da dare al Tar per costruire un pronunciamento in favore dell’ufficio postale di Marti. “Il Friuli – spiega Capecchi – in una situazione simile alla nostra, il Tar si è pronuciato a favore dei cittadini dicendo che Poste ha il diritto a fare razionalizzazioni, ma non può togliere i servizi alla popolazione. Noi andremo avanti protestando fino al pronunciamento del Tar e poi vedremo cosa fare. Ma di sicuro combatteremo per lasciare aperti questi sportelli, magari con una rivisitazione dell’orario”. Il consigliere regionale Andrea Pieroni, durante la manifestazione di protesta, ha sottolineato che Poste, ormai prossimo alla quotazione in Borsa e all’apertura ai capitali privati, nell’ultimo trimestrale del suo bilancio ha praticamente raddoppiato gli utili del 2014. “Poste ha tutti i diritti di fare affari e incrementare i propri utili, ma non sulla pelle dei cittadini – ha detto -. La Regione sta lavorando per scongiurare le chiusure, che in provincia di Pisa sono una decina e anche la prossima settimana il presidente Rossi avrà un incontro proprio per affrontare questo problema. Come consiglio regionale, già a luglio abbiamo votato una mozione a favore del mantenimento degli uffici postali che rischiano di chiudere”. Oreste Giurlani, sindaco di Pescia e presidente Uncem, ha ben presente cosa comporta la chiusura degli uffici postali minori in tutta la Toscana e infatti dice: “Prima delle elezioni avevano mandato una lettera sottolineando che il piano di razionalizzazione era sospeso. Poi, passata la tornata elettorale, hanno ricominciato a parlare di tagli. Sarà un caso, però, ci fa pensare male. Noi, per scongiurare la chiusura di questi uffici, come sindaci siamo disposti a ‘frugarci’ e a pagare parte delle spese per tenere aperti gli uffici periferici. Siamo pronti a proporre a Poste che i comuni si facciano carico di pagare affitti e utenze e razionalizzando l’orario di apertura, potremmo trovare un punto di equilibrio. Insomma, siamo disposti a confronto e andare incontro all’azienda ma gli uffici postali devono rimanere aperti”. Prossimo appuntamento con le manifestazioni per salvare gli uffici postali a inizio settembre a Corazzano di San Miniato (leggi anche Poste, presidio a Corazzano l’1 settembre ).

Gabriele Mori

 

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