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Migranti e cittadini globali, un corso per 200 persone

“Questi ragazzi hanno bisogno di sapere cosa possono fare: vogliono poter aiutare. Questo corso di formazione alla cittadinanza globale è un’opportunità bella per capire ciò che gli sta accadendo, un’opportunità che quando noi siamo arrivati non abbiamo avuto e che ci avrebbe reso più facili le cose”. Lo presenta così, Idrissa, scappato anni fa dalla Costa d’Avorio e ora volto del corso che, entro ottobre, in via sperimentale, coinvolgerà più di un centinaio di migranti al confine tra zona del Cuoio ed Empolese Valdelsa.

Un corso che dà l’italiano per scontato (nel senso che ogni associazione ospitante e parte del progetto colma la lacuna con mezzi propri) e che si concentra su educazione civica, conoscenza del territorio ospitante anche dal punto di vista delle abitudini e delle regole, cura di sé, oltre alla storia della Resistenza, stimolo, spiega don Andrea Cristiani per il Movimento Shalom, “per comprendere come la libertà costi sacrificio e impegno. Se tanta gente non avesse scelto di restare e combattere, forse, anche noi saremmo ancora in dittatura”. Aiutarli a desiderare di tornare nel proprio Paese per essere veicolo di sviluppo di terre povere, ma non per questo senza speranza è tra gli obiettivi del corso, che parte da un presupposto chiaro, ricordato da don Andrea: “Più profughi arrivano sul territorio e più marcati sono i problemi che causano le fughe. L’uomo è migratore per natura, solo che noi, ora, non eravamo preparati a questo fallimento della politica globale. Nemici dei migranti, in questa fase di accoglienza, sono inattività e ignoranza, nel senso che queste persone credono che qui ci sia un mondo meraviglioso e ignorano che così non è”. Sono 360, stando ai numeri del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, i migranti che l’Empolese Valdelsa ha ospitato negli ultimi mesi, grazie ad alloggi privati e cooperative. “Non possiamo pensare – precisa Spinelli – che con la brutta stagione questi flussi migratori termineranno, anche perché ora, non sono più solo via mare, ma anche via terra”. “Sono pochi – precisa don Andrea – per cambiare la percezione della vita delle persone”.

Mercoledì 7 ottobre alle 15,30 nella sala del bastione a San Miniato, i volontari e le istituzioni coinvolte nel progetto presenteranno il corso, in via sperimentale per tutto il 2015 e che, nel 2016, dovrà essere verificato prima di decidere come procedere. Per due giorni a settimana, i migranti, divisi tra anglofoni e francofoni, parteciperanno alle lezioni che, per questioni di spazio, si svolgeranno a Fucecchio. Sono circa 200 i migranti ospitati dalle strutture convenzionate, 150 dei quali dalla Pietra d’angolo, che potrebbe non riuscire a farli partecipare tutti, almeno per questa prima fase. Ci saranno, invece, i 30 ragazzi accolti da Shalom, i 9 dalla Misericordia di Cerreto Guidi, i 17 a Fucecchio e i 17 a San Miniato. Il corso, al termine del quale i ragazzi avranno un attestato di partecipazione, è organizzato da Movimento Shalom, cooperativa la Pietra d’Angolo, Misericordia di Empoli e Misericordia di Cerreto Guidi. Sarà articolato in una parte teorica che si terrà due mattine alla settimana, mentre nel pomeriggio sono previsti i laboratori per gruppi di almeno dieci profughi che si terranno nelle varie sedi di residenza una volta a settimana. Più facile organizzare le lezioni teoriche, saranno queste le prime a partire, mentre per i laboratori del pomeriggio potrebbe essere necessario più tempo all’organizzazione. Gli obiettivi del percorso formativo sono la conoscenza generale del Paese ospitante, l’acquisizione delle nozioni fondamentali di educazione civica, l’informazione sulle associazioni locali che si occupano della cooperazione in Africa, le strategie socio-economiche per lo sviluppo dell’Africa, la storia della resistenza italiana e il ruolo dei giovani per conquistare la libertà e la democrazia, l’igiene e le cure mediche. Le materie su cui verterà il corso negli incontri mattutini saranno: teoria dello sviluppo dei popoli, sociologia della pace, diritti umani e volontariato, dottrina sociale della chiesa, Costituzione italiana, dialogo interreligioso, educazione civica, sanità e igiene. In conferenza, tra gli altri, don Udoji, parroco delle chiese di Querce e Galleno, Idrissa Keita, mediatore interculturale del Movimento Shalom, Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio, Simona Rossetti, sindaco di Cerreto Guidi e Cristina Martini, assessore del Comune di Montaione. Tra le idee lanciate questa mattina, anche una proposta di dn Andrea: “Questi ragazzi potrebbero essere molto utili per la vigilanza del nostro patrimonio artistico, per esempio tenendo aperte le chiese, per mostrare ai visitatori bellezze come l’affresco della chiesa della Ferruzza”.

Elisa Venturi

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