Chef stellati e arte per il tartufo. “Serve Dop” foto

Una mostra d’arte che apre la cena di gala, che anticipa i due giorni di Sagra del tartufo bianco, a Ponte a Egola il 24 e 25 ottobre, dedicata al binomio tartufo e pelle. Tanti i colori, gli odori e i sapori che ieri sera 21 ottobre, nella sede dell’associazione culturale La Ruga di Ponte a Egola, hanno anticipato la due giorni, alla sua seconda edizione.

Una festa che ne racchiude tante: il ricchissimo programma passa dalla cerca del tartufo alla sfida per il miglior tagliolino al tartufo che decreterà la massaia stellata dell’anno e al raduno di Vespa, al quale partecipano anche i modelli con lo spazio per portare il cane, quelli usati dai tartufai quando le auto erano un privilegio per pochi e il tartufo non era un cibo tanto conosciuto. Un viaggio, quello in programma, nel tempo e nel gusto, nella memoria e nella sperimentazione. Che passa fisicamente per Ponte a Egola, ma che non ha un ordine preciso e che racconta un territorio, quello dentro al quale cresce il tartufo delle colline samminiatesi, insieme agli altri prodotti, tanti, che rendono irripetibili i piatti. Prodotti a chilometro 0, quelli serviti nella cena di gala preparata dalle 4 mani di Paolo Fiaschi e Salvatore Vigliotti, in una serata organizzata da Marco Nebbiai e Fabrizio Mandorlini, ovviamente insieme all’associazione La Ruga e alla presidente Elisa Montanelli. Due antipasti, primo, secondo e persino dolce a base di tartufo (Uovo di Carpareto con Cardoncelli, Frutta secca e Tartufo bianco, Cipolla di Cèrvennes farcita, Gratin e Tartufo bianco, mousse di Parmigiano con salsa di Topinambur, petto di anatra glassato con Sedano Rapa, Spuma di cioccolato bianco con Tartufo bianco) nella cena servita a un ristretto gruppo di persone che hanno avuto un assaggio anche della mostra Senso di Luca Pupeschi, inaugurata proprio prima della cena. La mostra potrà essere visitata fino al 15 novembre, il mercoledì dalle 16 alle 19,30 e dalle 21,45 alle 23,45, il venerdì dalle 21,45 alle 23,45 e il sabato e domenica dalle 17 alle 19,30.

 

In tavola

Tante le iniziative in programma, compresa la ricerca del tartufo nel bosco. Ma che, però, sta meglio nel piatto: in menu ci sono Fantasia al Tartufo bianco, Crostini al Tartufo bianco, Antipasto toscano, Carpaccio al Tartufo bianco, Tagliolini al Tartufo bianco, Risotto al Tartufo bianco, Crespelle gratinate al Tartufo bianco, Tagliolini ai funghi, Gnocchi di ricotta al Tartufo bianco, Bistecca di Manzo alla brace con Tartufo bianco, Scaloppine al Tartufo bianco, Uova al tegamino con Tartufo bianco, Bistecca di Manzo alla brace, Scaloppine al limone.
La cucina, a volte, si fa spettacolo: ad animare e condurre i cooking show nel pomeriggio di domenica 25, lo chef Marco Nebbiai e il giornalista enogastronomico Fabrizio Mandorlini. Saranno cucinati dal vivo e fatti assaggiare ai presenti la gli gnocchi di ricotta al Tartufo Bianco, mentre le massaie stellate che propongono nelle feste paesane il tartufo cucinato secondo la tradizione, si sfideranno a cucinare dal vivo il tagliolino per aggiudicarsi il titolo di Massaia del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi 2015.

La serata di gala

“Complimenti per l’abbinamento tartufo e cuoio. Quando lo proposi io, nel 2009, mi dissero che era come vendere il salame in farmacia. Così Ponte a Egola sottolinea di non essere solo conceria”, ha detto il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, presente alla serata insieme, tra gli altri, all’assessore Guazzini, il presidente del consiglio comunale Simone Giglioli, il presidente di San Miniato Promozione Delio Fiordispina, quello del consorzio conciatori di Ponte a Egola Michele Matteoli e i consiglieri del Pd eletti in provincia di Pisa Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni. I consiglieri regionali hanno ribadito l’importanza del tartufo per l’economia del territorio e, allo stesso tempo, il fatto che la presenza del fungo che cresce sottoterra sia un indicatore della salubrità della zona. Fare sinergia, è stato l’altro motto, racchiuso in un impegno preso da Mazzeo, presidente della commissione per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera: “Dobbiamo provare a capire se è possibile ottenere un riconoscimento Dop o Docg per il tartufo”. (E.ven.)

 

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