La cerca del tartufo negli scatti di Aurelio Cupelli foto

Dodici scatti dedicati al tartufo e al suo ambiente. La Cerca del Tartufo è una raccolta firmata dal samminiatese Aurelio Cupelli, esposta a Villa Sonnino in occasione di Rotartartufo, l’asta di beneficenza del tartufo bianco di San Miniato.

Le 12 immagini che costituiscono la collezione sono nella sala da pranzo, con un allestimento che consentirà agli oltre 200 commensali di poter gustare il famoso e prelibatissimo tartufo raccolto sulle colline di San Miniato, potendo anche “gustare” l’ambiente in cui questo prodotto cresce, si cerca e si trova.

A corredo della collezione fotografica, Aurelio Cupelli ha dato alle stampe anche un pieghevole presentato da Andrea Mancini, che sulle dodici facciate raccoglie, assieme alle immagini, un brano autografo costituito dal racconto e ritratto dell’esperienza emozionale vissuta nel seguire un tartufaio in cerca nei boschi della sua Pierino. Cupelli coltiva la passione per la fotografia dall’età di 16 anni, quando acquistò la sua prima macchina fotografica scambiandola con i buoni mensa scolastici. Negli anni ha maturato un rapporto con il suo territorio che lo ha portato a una copiosa produzione di piccole edizioni autoprodotte e a numerose esposizioni. Fin dall’inizio della sua esperienza fotografica, ha incentrato il suo rapporto con l’immagine ritratta, facendone l’elemento di una più ampia esigenza narrativa. Dalla sua prima esposizione del 1988, che poi lo legherà in maniera quasi indissolubile all’appuntamento dell’annuale Mostra mercato del tartufo bianco di San Miniato, sono trascorsi oltre venticinque anni, attraverso un percorso che lo ha portato ad indagare presente e passato del mondo che si muove attorno a lui. Così Andrea Mancini presenta quest’ultima raccolta di Aurelio Cupelli: “Semplicemente, guardando le immagini e leggendo le parole che le accompagnano, ci rendiamo conto che chi muove queste fotografie è il bosco, un luogo che per secoli è stato vivo, animato, pieno di rumori, odori, sapori e che oggi soffre, insieme a tutta la natura, ma che ancora regala se stesso e la sua grande carica emotiva. Il fotografo, l’uomo, il cane ed il tartufo, riescono ancora a raccontarla”.

 

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