Accordi con i privati nel Piu di San Miniato foto

Il giro del Cuoio è finito a San Miniato. Con quella di ieri sera, giovedì 17 dicembre, sono giunte al termine le presentazioni pubbliche del Piu, il Progetto di Innovazione Urbana che vede uniti i sei comuni del distretto industriale di Santa Croce sull’Arno, per concorrere a un bando regionale con cui aggiudicarsi fino a 20 milioni di euro da reinvestire nel territorio. L’ultimo incontro si è tenuto nel palazzo comunale di San Miniato, alla presenza dei sindaci e degli assessori di Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli, San Miniato, Santa Croce e Santa Maria a Monte.

Per i comuni si tratta di un’occasione importante per dimostrare come il limite della continuità territoriale possa essere superato dinanzi una funzionalità urbana che interessa tutta l’area del distretto. Inoltre si ha l’opportunità di mettere in moto nuovi progetti e rilanciare quelli fermi da tempo, seguendo però uno stesso piano d’interventi socio-urbanistici che predilige la riqualificazione dei centri storici, l’eco-efficienza edilizia, la mobilità sostenibile e il miglioramento di alcuni indicatori di disagio socio-economico.

Tra le proposte inserite a progetto dal comune di San Miniato c’è il recupero di piazza del Popolo (un lavoro già presentato, oltre che per il Piu, anche per un altro finanziamento regionale). La sua riqualificazione comprenderà il rifacimento dalla pavimentazione, l’allestimento di nuovi arredi urbani e l’installazione di un’illuminazione volta anche a valorizzarne lo scenario. Segue il recupero dei tanti immobili sfitti nel centro storico, per i quali si prevede un accordo con i privati che possa favorire la nascita di una sorta di albergo diffuso. Altro punto chiave è il restauro del complesso monumentale di San Domenico, che interesserà la risistemazione della parte sottostrada. Questo poiché per la corte e i locali superiori è già previsto il ripristino nell’anno 2016, con l’annesso trasferimento dell’ufficio del turismo e l’inaugurazione di un museo della memoria (leggi qui Verso il Palazzo della Cultura, lavori entro l’anno ). Tra i temi anche l’adozione di misure per il risparmio energetico negli edifici pubblici e per l’illuminazione pubblica intelligente (quest’ultima sarà comunque avviata ad anno nuovo lungo la via Tosco Romagnola, nel tratto che va dalla frazione di Ponte a Elsa a quella di San Romano), ma anche per l’inserimento di dispositivi e dissuasori a scomparsa che controllano l’accesso al centro storico (da installare indicativamente tra via Conti e via Ser Ridolfo). Vi sono infine la dotazione di piste ciclabili efficienti, rispetto alle quali San Miniato è stato l’ente capofila del tratto comprensoriale per la pista ciclopedonale sull’Arno, e l’ampliamento dell’asino nido Il Pinocchio di San Miniato Basso. “Abbiamo tutti dato priorità ai centri storici – spiega l’assessore ai lavori pubblici Manola Guazzini –. Sono i primi luoghi da cui ripartire per lo sviluppo e il rilancio di ogni città: l’intento è quello di farli diventare dei poli funzionali a servizio dell’intero distretto”. Tra le tante proposte avanzate dai cittadini, molti si sono trovati d’accordo nell’affermare che l’unione tra comuni debba esserci non solo quando si cerca di accaparrare un finanziamento, ma anche quando si va a decidere sui vari regolamenti e normative che disciplinano le stesse attività. A chi si è chiesto, invece, che fine avesse fatto il progetto di unione dei comuni proposto l’anno scorso, simile per intenti ma di fatto rimasto ancora sulla carta, il sindaco Gabbanini ha dato pronta risposta. “Partecipare insieme a questo bando ha significato andare oltre a quel concetto di unione – spiega –. Non neghiamo che da questo punto di vista abbiamo avuto un rallentamento, ma adesso abbiamo comunque raggiunto un traguardo importante elaborando un bel progetto e includendo i comuni di Fucecchio e Santa Maria a Monte”. La presentazione avverrà a metà gennaio. I finanziamenti saranno elargiti solo a 8 aree funzionali urbane delle 14 presenti in Toscana, tenendo conto che in totale possono partecipare 42 comuni. “La competizione è forte, ma noi siamo ottimisti – conclude Gabbanini -. Nel caso in cui perdessimo questa occasione, ci impegneremo a mantenere viva la condivisione delle scelte strategiche per il futuro del territorio”.

Serena Di Paola

 

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