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Pm10, a Santa Croce ordinanza antipolveri sottili

Divieto di accendere fuochi all’aperto, limitare a 10 ore e 19 gradi l’accensione del riscaldamento. Sono alcuni dei provvedimenti che il comune di Santa Croce ha deciso di adottare, con ordinanza, da domani 30 dicembre fino al prossimo 10 gennaio. Un provvedimento d’urgenza che rappresenta la prima reazione del comune al problema degli sforamenti dei livelli di Pm10 nell’aria per il comprensorio.

Un fenomeno che ovviamente riguarda l’intera area dei sei comuni ed oltre, ma che tocca in particolar modo Santa Croce per la presenza, nelle vicinze della coop, della centralina dell’Arpat che controlla lo stato dell’aria per tutta la zona. Un monitoraggio continuo che, come segnalato in anteprima da IlCuoioindiretta.italcuni giorni fa, ha fatto emergere per il 2015 un numero di sforamenti superiore a qualsiasi altra centralina della provincia di Pisa (leggi l’articolo a piè di pagina). Nell’ordinanza urgente firmata dal sindaco Giulia Deidda sono contenute alcune limitazioni e regolamentazioni delle attività legate alla produzione di nanoparticelle. Fra le azioni di contenimento: il divieto di accensione di fuochi all’aperto e abbruciamentidi di sfalci e potature,  la riduzione del periodo giornaliero di funzionamento degli impianti di riscaldamento, a cura del proprietario, dell’amministratore di condominio o del terzo responsabile dell’impianto termico, che potranno rimanere in funzione al massimo per 10 ore giornaliere (con deroga ad ospedali e case di cura), riduzione della temperatura dell’aria negli ambienti a 19°C per gli edifici non rientranti nella categoria E8, il divieto di utilizzo di legna in caminetti aperti a meno che questa non sia l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione. Presenti nell’ordinanza anche alcuni inviti alle buone pratiche, come la limitazione dell’utilizzo dei mezzi privati di trasporto – privilegiando l’uso dei mezzi pubblici o altri mezzi di trasporto a basso impatto.

 

“Un intervento doveroso e che scatta ogniqualvolta ci venga comunicata dagli enti preposti una situazione di sforamento dei limiti” spiega il sindaco Giulia Deidda. “Tutto questo malgrado a Santa Croce si sia da tempo iniziata una politica di contenimento di certi fenomeni. Attività che ci ha visto spendere negli ultimi anni 300mila euro per mezzi elettrici ed altre iniziative che passo passo si stanno facendo strada anche negli altri comuni.” Di qui la necessità di dare una risposta comprensoriale. La centralina per l’intero comprensorio è a Santa Croce, ma com’è noto fumi e polveri non guardano ai confini comunali e per la zona del cuoio delineano una situazione che risente sicuramente del traffico della Fi-Pi-Li e della Firenze-Mare, oltre che dell’attività industriale intensa con tutto il suo portato di riscaldamento. “Sono provvedimenti utili, ma che vanno incardinati sempre più in politiche di più ampio spettro che noi a Santa Croce stiamo portando avanti: penso alla chiusura al passaggio dei mezzi pesanti nel centro storico o all’efficentamento energetico degli edifici pubblici. Cosa, quest’ultima, compresa anche nei piani del PIU anche per molti dei comuni confinanti”. (ndm)

 

 

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