Incertezza in agricoltura, per il 2016 serve fare squadra

“Nel comprensorio del Cuoio il sentimento più comune tra gli imprenditori agricoli è quello della preoccupazione e dell’incertezza per il futuro. Incertezze e preoccupazioni che costituiscono il freno principale agli investimenti e alla riconversione delle aziende verso le nuove esigenze di mercato”. Il 2016 inizia con il freno a mano per gli imprenditori del comprensorio, così come c’era finito il 2015 e stando al bilancio della Cia Pisa, diretta da Stefano Berti e presieduta da Francesca Cupelli.

Il 2015, spiegano, ha segnato un’inversione di tendenza generalizzata: da tutti i settori sono arrivati segnali positivi, ma permangono ancora le conseguenze di almeno 5 anni negativi in cui alla crisi di mercato si sono aggiunti eventi atmosferici avversi, danni alle coltivazioni provocati da selvaggina e la fase di passaggio tra la vecchia e la nuova programmazione delle Politiche Agricole Comunitarie. “Cresce la domanda di produzioni locali di qualità, meglio se biologiche – secondo la Cia -. Ma nonostante questo le risposte del mercato sono ancora inadeguate. Difficilmente infatti si ottengono remunerazioni corrispondenti ai maggiori costi sostenuti. La dimensione media delle nostre aziende è una delle più basse d’Europa e questo richiederebbe una maggiore aggregazione e una maggiore organizzazione dell’offerta che invece stentano a concretizzarsi”. Nel comprensorio del Cuoio ci sono un centinaio di aziende agricole tra piccole e grandi. Importante è la produzione di cerali, il vitivinicolo (un milione di bottiglie l’anno) e l’ortofrutta. “Un segnale positivo è costituito dalle centinaia di nuove imprese giovanili che hanno deciso di insediarsi in forza dell’aiuto erogato dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Toscana, alcune anche della nostra zona. Crediamo comunque che sia necessaria una selezione attenta delle domande per far sì che le risorse pubbliche vadano a soggetti che hanno reali potenzialità imprenditoriali”, aggiunge Berti. Sul 2016 ci sono molte aspettative da parte degli operatori del settore. Entrerà infatti a regime la nuova Pac. La Regione emanerà i bandi per le misure che consentiranno di ottenere contributi a fondo perduto agli agricoltori sugli investimenti finalizzati ai miglioramenti aziendali. “Questi aiuti avranno veramente efficacia se contribuiranno alla crescita complessiva del sistema e se stimoleranno i necessari miglioramenti strutturali – conclude Berti -. C’è molta attesa sugli effetti della Legge Obiettivo che la Regione emanerà a breve per ridurre sensibilmente la presenza di ungulati sui nostri territori. La speranza degli agricoltori è che le pressioni di alcune componenti del mondo venatorio e del mondo ambientalista non ne depotenzino gli effetti”. Cresce l’interesse per coltivazioni alternative ai cereali come colza, girasole e canapa. “Per questo sarebbe necessario e auspicabile un maggior collegamento tra imprenditori e università e è su questo fronte che la Cia di Pisa orienterà il proprio impegno”.

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