La bolletta non arriva, noto medico al freddo per tre giorni

“Una vicenda di quotidiana follia all’italiana”. Così il dottor Massimo Tesi, di San Romano, racconta la disavventura che l’ha visto protagonista negli ultimi giorni. Una disavventura che lo ha costretto a vivere senza metano dalla serata di martedì fino a questa mattina, venerdì 5 febbraio. Tre giorni, quindi, senza riscaldamento e senza possibilità di cucinare. Il tutto per un “difetto” di comunicazione con Sorgenia, la società energetica alla quale Tesi e sua moglie hanno deciso di affidarsi dal luglio dello scorso anno.

“All’epoca – ricorda Tesi – Sorgenia mi comunicò che il nuovo contratto sarebbe entrato in vigore tra ottobre e novembre a nome di mia moglie per conto di Estra luce gas”. Da allora, però, la famiglia Tesi non ha più ricevuto alcuna comunicazione, fino a quando, nella serata di martedì, i due coniugi si rendono conto che il riscaldamento ha improvvisamente smesso di funzionare. «Mercoledì mattina – riprende Tesi – mi accorgo che non funzionano più nemmeno i fornelli. Così chiamo un idraulico credendo di avere a che fare con un guasto. Dopo mezz’ora di prove e verifiche, appurato che il metano non arriva, andiamo a vedere il contatore e lo troviamo piombato con i sigilli. Il tutto nonostante non avessimo mai ricevuto alcun avviso di distacco; anche al momento della piombatura nessuno ha suonato all’abitazione per avvisare».
Contattando il numero verde Tesi scopre di avere due bollette non pagate. «Me le faccio mandare per email e cominciamo subito a cercarle – racconta il medico -. Dopo febbrili ricerche, appuriamo che la prima bolletta non è mai pervenuta, mentre la seconda (scaduta dal 21 gennaio) era effettivamente arrivata ma mia moglie l’aveva scambiata per una semplice comunicazione. Nello stesso pomeriggio, paghiamo immediatamente quanto dovuto, facciamo il fax di conferma e chiediamo l’immediato ripristino della fornitura. Da allora e fino a questa mattina abbiamo vissuto all’addiaccio e senza acqua calda. È bene aggiungere che mia moglie è affetta da una grave patologia tumorale. Se non avessero ripristinato il servizio sarei andato personalmente a sbloccare il contatore, pur conscio di andare nel penale, perché non avrei potuto sottoporre mia moglie ad un’altra giornata di sofferenze”.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.