Meningite, profilassi alla Casa Culturale: ecco a chi è consigliata foto

Restano gravi le condizioni del 75enne colpito da meningite. Una quadro al momento stabile ma che si starebbe rivelando molto simile al decorso del professionista di Fucecchio colpito poche settimane fa. A dirlo il direttore del dipartimento di prevenzione dell’ex Asl 11 di Empoli, il dottor Gabriele Mazzoni, intervenuto ieri sera alla Casa Culturale di San Miniato Basso.

Centinaia le persone presenti, arrivate ad ascoltare le parole di Mazzoni (nella foto insieme al sindaco Vittorio Gabbanini) prima dell’immancabile tombolata del sabato. Alcune decine quelli che hanno scelto di sottoporsi alla profilassi, soprattutto tra i frequentatori abituali del gioco delle carte, dove l’anziano ammalato era solito trascorrere alcune ore per assistere a qualche partita.

 

I fatti
Residente a Ponte a Egola, l’uomo si era presentato intorno alle 17 di venerdì al pronto soccorso dell’ospedale di Empoli, lamentando febbre alta e un grande senso di stanchezza. Immediato il timore di una possibile infezione da meningococco di tipo C, confermata dalle analisi condotte dal laboratorio di immunologia del Meyer di Firenze. Già nella serata di venerdì, lo stesso dottor Mazzoni ha dato il via alla profilassi tra i familiari, gli amici e i conoscenti più stretti dell’uomo, coloro che sicuramente avevano trascorso del tempo a contatto diretto con l’anziano, dove per “contatto diretto” si intende una distanza ravvicinata (meno di un metro) per oltre mezz’ora. “Sono circa una cinquantina – spiega Mazzoni – le persone che ho sottoposto a profilassi nelle prime ore, recandomi personalmente casa per casa. Sono coloro che sicuramente avevano avuto un contatto diretto. Per loro siamo andati a colpo sicuro, perché abbiamo imparato che in questa malattia il tempo è fondamentale”.

I luoghi di potenziale contaggio
Fin da subito, però, si è cercato anche di ricostruire gli spostamenti e le frequentazioni dell’uomo negli ultimi giorni precedenti alla scoperta della malattia. L’ammalato, del resto, è una persona particolarmente conosciuta a Ponte a Egola e in generale nel comune di San Miniato, abituato a frequentare luoghi pubblici e punti di ritrovo. Su tutti il circolo “Il Sombrero” alla casa culturale di San Miniato Basso, specialmente l’area dedicata al gioco delle carte. “Il problema non riguarda chi viene qui a giocare a tombola o a biliardo – ha precisato Mazzoni – ma piuttosto l’area delle carte, dove il pensionato era solito sedersi ad assistere a qualche partita. Altre volte, invece, si fermava davanti alla televisione o al tavolo dei giornali. In questi contesti è possibile che l’anziano abbia avuto un contatto stretto, per un tempo superiore ai 30 minuti o ad un’ora, con una persona che non conosceva. Pertanto la profilassi è consigliata per tutti coloro che frequentano questi spazi”. Ed è soprattutto fra queste persone, infatti, che i medici dell’Asl hanno distribuito ieri sera l’apposita compressa antibiotica, in grado di fornire una protezione per una durata di circa 5 giorni. Oltre al “Sombrero” sono stati individuati altri due luoghi di possibile contagio: il bar Eni Caffè del distributore Agip a Ponte a Egola, sulla Tosco Romagnola, dove il pensionato si recava spesso in quanto gestito da un suo familiare, e la “Sala 78” a Ponte a Elsa, ma solo ed esclusivamente per la tombola di domenica 31 gennaio, dalle 21 alle 24.

Come fare senza nome e senza foto? La risposta
A coloro che in questi giorni reclamano la diffusione del nome e della foto dell’uomo, in modo da verificare le eventuali occasioni di contatto, il dottor Mazzoni ha ricordato che “difficilmente si resta a contatto per più di mezz’ora o un’ora, a meno di un metro, con una persona che non si conosce. Gli unici casi – ha proseguito – per i quali è possibile che qualcuno abbia avuto un contatto tanto stretto con questa persona senza conoscerla sono quelli indicati, per i quali la profilassi è consigliata”. Quindi, ricapitolando: i frequentatori della Casa Culturale che si fermano per oltre mezz’ora ai tavoli delle carte, nell’area tv o al tavolo dei giornali, chi ha trascorso più di mezz’ora negli ultimi giorni al bar Eni Café di Ponte Egola, e chi ha partecipato alla tombolata del 31 gennaio alla “Sala 78”, magari avendo accanto a sé una persona che non conosceva.

Dove richiedere la profilassi
È bene precisare che la profilassi è consigliata anche per chi avesse già effettuato la vaccinazione. Per eseguirla è possibile rivolgersi al proprio medico o pediatra di famiglia, ai servizi di Guardia medica oppure al servizio di Igiene pubblica di Empoli. Per informazioni è possibile contattare l’ufficio di Igiene e Sanità Pubblica in via dei Cappuccini 79, a Empoli, dalle ore 8,30 alle 15,30 dal lunedì al venerdì o all’indirizzo mail malinfempoli@usl11.toscana.it.
A disposizione anche due numeri di cellulare: 335 5216717 – 3358469876.

Come riconoscere la meningite
“Il primo sintomo dell’infezione da meningite è la febbre alta, superiore a 39-39,5, unita ad un senso di grande stanchezza e spossatezza – ha spiegato Mazzoni –. In questo caso si consiglia di contattare comunque il proprio medico per una cura antibiotica. Nel 99 per cento dei casi non è meningite, ma qualora lo fosse arrivare prima è sempre importante”.

Il vaccino
La percentuale più alta di contagio si è registrata soprattutto fra bambini e ragazzi, mentre il caso del pensionato di Ponte a Egola rappresenta sotto questo punto di vista ‘un’eccezione’. “Negli ultimi due anni l’incidenza in questa fascia d’età è stata di 7 o 8 casi al massimo”, ha detto Mazzoni. Il fatto che oggi il quadro sia mutato, a detta del medico, è la dimostrazione dell’efficacia dei vaccini: “In Toscana siamo arrivati a coprire il 96% dei bambini, mentre salendo nelle fasce d’età la percentuale si abbassa. Soprattutto nella delicata fascia dai 30 ai 45 anni c’è ancora molto da fare: ad oggi siamo solo al 25%. La scelta di prevedere la vaccinazione per gli under 45 resta valida, perché rappresentano ancora gli individui più a rischio, ma vista la situazione, come ha dichiarato anche l’assessore Saccardi, possiamo valutare di estenderla in modo più robusto anche per gli over 45”.

La causa del contagio
“L’origine di questa escalation di casi nella nostra regione, ormai, appare abbastanza chiara – ha aggiunto il direttore del dipartimento di prevenzione -. È evidente che c’è stato un portatore arrivato da fuori, perché questa mutazioni avvengono ovunque in ogni parte del mondo. Voglio però sfatare una leggenda metropolitana: il meningococco non può arrivare né dall’Africa né dall’Asia, ma la provenienza è quasi certamente europea o americana”. Adesso grande attenzione dovrà essere posta con l’eventuale diffusione dell’influenza invernale, la quale, come spiegato da Mazzoni, può diventare un’efficace vettore di diffusione del meningococco C.

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