Allam a S.Miniato: ‘Imam impostori, chiudere le moschee’ foto

“Non dobbiamo sconfinare nel razzismo. I musulmani come persone devono essere rispettati, ma non possiamo legittimare e rispettare l’Islam, perché è una religione fisiologicamente violenta. Questo l’Occidente dovrebbe comprenderlo, invece perfino la Chiesa reitera la litania delle tre grandi religioni monoteiste”. Arriva proprio nel giorno in cui anche nel comprensorio del Cuoio il dialogo fra religioni si avvia verso un nuovo capitolo (leggi anche:Un ponte per il dialogo, l’Imam di Santa Croce accetta di incontrare il vescovo Migliavacca per un confronto tra capi spirituali del territorio) il monito del giornalista Magdi Allam, venuto a presentare il suo libro Islam, siamo in guerra all’auditorium di Villa Sonnino a San Miniato, in un appuntamento organizzato dal Rotary Club di Castelfranco Di Sotto –  Valdarno Inferiore.

Una presentazione moderata dal giornalista de ilcuoioindiretta.it Giacomo Pelfer, alla quale hanno presenziato anche il presidente del club Giovanni Ciarini e l’imprenditore Stefano Giannotti, durante la quale l’editorialista de Il Giornale, già parlamentare europeo, ha avuto modo di presentare la propria visine sul terrorismo islamico e sul rapporto tra Islam e Occidente. Un rapporto che, secondo  Allam, non può che essere definito se non a partire dalla consapevolezza che c’è una guerra in atto nella quale il nemico è in casa nostra e la Chiesa, fattasi “relativista” dopo il Concilio Vaticano II, insieme alla finanza speculativa globalizzata e all’eurocrazia europea, si stanno facendo artefici per vari motivi di una pericolosa perdita di identità. Proprio sul dialogo fra religioni e sul Concilio Vaticano II, chiamato in causa anche dal vescovo di San Miniato nel suo aprirsi alla comunità islamica, Allam ha voluto ribadire il suo pensiero: “La Chiesa ha da tempo intrapreso un percorso che l’ha portata a riconoscere l’Islam come parte di un contesto in cui la propria essenza è di fatto relativizzata. Al contrario l’Islam non ha tra i suoi fondamenti la capacità di relativizzarsi a sua volta, perché l’Islam è  la religione del dio che si fa testo: il Corano è considerato la parola stessa di Allah, senza mediazione unama come avviene per i testi sacri del cristianesimo. Basta leggere le Sure del Corano per rendersi conto che esiste una perfetta corrispondenza tra ciò che prescrive Allah e ciò che stanno facendo i terroristi”.
Da qui l’accusa nei confronti dell’Occidente, che secondo Allam, ha scelto di spegnere la ragione per convincersi dell’esistenza di un Islam moderato che in realtà non esiste. E lo stesso vale anche per la chiesa “relativista” di Papa Francesco: “Se si crede in Gesù Cristo non si può legittimare l’Islam – ha detto il giornalista -. Sono inorridito quando vedo vescovi o sacerdoti che partecipano all’inaugurazione di moschee o centri islamici, o che invitano imam a leggere passi del Corano nelle chiese. Piuttosto bisognerebbe leggerlo il Corano”.
Secondo Allam, quindi, esiste in Occidente una “islamofilia” e una “moschea-mania” che rischiano di aprire la strada ad un futura “colonizzazione islamica, che avverrà prima di tutto sul piano demografico – ha detto Allam – attraverso l’invasione dei clandestini”. Dura l’accuaa di Allam nei confronti di moschee e centri islamici presenti in Occidente: “Perche sono luoghi di proselitismo per il terrorismo – ha proseguito – e propri i paesi arabi sono i primi a saperlo: dopo la strage di Sousse il governo Tunisino ha chiuso in un giorno 80 moschee. Anche i cosidetti imam che vediamo  nelle nostre città sono in realtà degli impostori; noi ci sforziamo di  trovare un clericalismo che nell’Islam non esiste, considerando gli imam come se fossero dei sacerdoti. In realtà, questi centri islamoci nascono sempre per iniziativa di poche persone, 4-5 al massimo, che si presentano da un notaio e costituiscono un’associazione culturale islamica registrata come onlus, in modo da poter accedere a finanziamenti pubblici e privati. A questo punto prendono in affitto un locale e lo utilizzano come luogo di culto, senza alcun cambio di destinazione d’uso. Se un italiano facesse altrettanto sarebbe subito sanzionato. Alla fine abbiamo fatto passare il messaggio che le leggi del nostro paese valgono solo per noi ma non per loro”.

Foto Francesco Lascialfari

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