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Castelfranco ha il piano antenne, si presenta il 15

“Siamo finalmente giunti, come promesso, a questo utile strumento di pianificazione e tutala tanto della salute, quanto delle necessità degli utenti”. E’ questo il primo commento del sindaco Gabriele Toti al nuovo piano delle antenne, passato al vaglio del consiglio comunale lo scorso 26 febbraio. “Un riferimento imprescindibile per poter mettere ordine in una tecnologia che usano ormai tutti peraltro in evoluzione continua” conferma l’assessore allo sviluppo e nuove tecnologie Giulio Nardinelli.

“Senza un piano, infatti, sarebbe impossibile arginare o regolamentare le richieste di installazione dei gestori della telefonia, il cui radicamento è garantito dalle leggi statali che paragonano i ripetitori ad opere di urbanizzazioni primaria, al pari delle fognature e di altre infrastrutture che devono essere garantite ove vi sia qualcuno che ne richiede l’utilizzo”. Il piano sarà presentato martedì prossimo, 15 marzo alle 21,30, presso la sala consiliare del comune di Castelfranco. Un regolamento che sarà spiegato direttamente dai tecnici della Polab, azienda specializzata nel monitorare i livelli delle onde elettromagnetiche, elaborare previsioni matematiche e valutazioni d’impato e redigere piani, per lo più per le amministrazioni pubbliche. Fra i meccanismi che piani di questo tipo possono arginare, inoltre, ci sono quelli che vedono i privati cedere in affitto porzioni di terreno per l’installazione degli impianti. Trattative di natura squisitamente privata che avvengono senza che le amministrazioni possano fare alcunchè: fenomeno che a Castelfranco, per antenne esistenti, è avvenuro in alcuni casi, come in quello della contestata antenna di via Iserone, dalla quale scoppiò tutta la polemica lo scorso anno, sita in un terreno riconducibile alla diocesi.

I criteri. Nello specifico il piano castelfranchese delle antenne è stato costituito secondo criteri quali la tutela della salute della popolazione, disclipinare le procedure di installazione, contenere l’inquinamento, conoscere e monitorare i livelli di esposizione della popolazione. Proprio riguardo ai criteri che d’ora in poi saranno presi in esame per le future installazioni il piano appena approvato: prediligerà terreni non residenziali e di proprietà preferibilmente pubblica; promuoverà l’accorpamento delle apparecchiature di trasmissione delle varie compagnie telefoniche su antenne, se possibile, già esistenti; impone l’utilizzo di tutte le misure atte alla minimizzazione dell’esposizione ai campi; prediligerà ove possibile le installazioni interrate. Sono inoltre identificate delle aree particolarmente sensibili da tutelare, quali asili nido, scuole, case di cura e centri d’accolglienza. Si dà inoltre mandato all’amministrazione, quando vi sia comprovato impatto eccessivo sull’ambiente circostante e la popolazione, di disporre la ricollocazione degli impianti.

Il monitoraggio. “Abbiamo scommesso particolarmente su questo punto” spiega Nardinelli “e martedì prossimo chiederemo anche la disponibilità dei cittadini a darci una mano”. “Per ben tre anni a partire da adesso potremo, attraverso un piccolo impianto mobile di cui disponiamo, monitorare di volta in volta il livello di onde elettromagnetiche che si generano nei pressi delle 5 antenne che insistono al momento sul territorio comunale. Lo faremo, e lo faremo per tutte. L’installazione ottimale di questa “colonnina”, alta poco meno di due metri e larga 50 cm, sarebbe sul balcone di una casa nei pressi dell’antenna, al livello del primo piano. Martedì prossimo prenderemo le prime disponibilità, se ci fossero, per quanto riguarda l’antenna posta in via dell’Iserone. Il tutto durerà 3 mesi, poi passeremo al palazzo Marconcini e via a tutte le altre”.

Le antenne sul territorio ad oggi: ad Orentano in via Ponticelli; nel capoluogo in via Quarterona, sul palazzo Marconcini in via Francesca Nord, in via dei Tavi ed in via dell’Iserone. Vi sono poi due impianti che di fatto stanno sul confine e servono anche Santa Croce, parliamo di via Aiale e di via Francesca Nord. Una tematica, quella delle antenne “di confine” e dell’assenza di una pianificazione di livello comprensoriale, che era stata portata alla ribalta in consiglio comunale anche da parte del Movimento 5 Stelle. “I livelli riscontrari dalla Polab nelle sue misurazioni d’impatto sono tutte sotto i 3 voltmetro, limite considerato “di guardia” anche se la legge permette impianti che registrino impatti di 6 voltmetro. Spesso i valori sono molto al di sotto del primo livello, e derivano da misurazioni irrealistiche per quanto sono fatte col criterio di massima cautela – spiega Alessandro Piazza, del Suap del comune – ovvero fatte prevedendo un carico di lavoro per l’antenna che di fatto non si realizza mai: è, in pratica, la peggiore delle ipotesi, e comunque rientra nei limiti”.

Nilo Di Modica

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