Caso Conad, il prefetto al Comune: ‘Aprite l’accesso agli atti’

A fare notizia erano soprattutto i tanti vuoti nei banchi della maggioranza. A partire dal vicesindaco Linda Vanni e dall’assessore Cristina Scali, insieme ad alcuni consiglieri tra cui la capogruppo Chiara Cristiani e il segretario Fabio Bartoli, con altri esponenti della giunta in continuo via vai fuori e dentro la sala consiliare. Unica assenza giustificata quella di Moira Moscillo. Un consiglio a ranghi ridotti, insomma, quello che ieri pomeriggio, 29 aprile, ha portato in discussione la delicata questione Conad, attraverso due interrogazioni presentate da Progetto Insieme e movimento Cinque Stelle.

La lettera del Prefetto
Colpo di scena della serata, una lettera prefettizia “sventolata” in consiglio dal capogruppo di Progetto Insieme Damiano Carli. Lettera con la quale il Prefetto di Pisa Attilio Visconti, rispondendo ad un quesito posto dal comune di Montopoli, scrive a tutte le amministrazioni della provincia e per conoscenza anche ai carabinieri, ricordando che “il diritto di accesso agli atti riconosciuto ai consiglieri comunali è strettamente funzionale all’esercizio del proprio mandato” e che pertanto “al consigliere non può essere opposto alcun diniego”. All’origine di tutto, infatti, c’è una richiesta di accesso avanzata da Progetto Insieme il 24 febbraio scorso, a seguito della quale il segretario comunale ha scelto di investire della questione la stessa Prefettura, lamentando che “tale accesso potrebbe comportare notevoli pregiudizi per l’ente, collegati a possibili richieste di risarcimento danni”.
Da qui l’accusa, da parte di Carli: “Innanzitutto perché di tutto questo non abbiamo saputo niente, scoprendolo per caso da un comune a 40 chilometri di distanza”, e in secondo luogo perché “tale comportamento – ha denunciato Carli – dimostra che si è cercato di prendere tempo, forse perché gli atti non sono completi”.

Un “volume tecnico” che fa discutere
Un’accusa di mancata trasparenza che si aggiunge ai dubbi relativi al progetto: “A cominciare dalla questione ambientale e dall’impatto dell’opera, perché non ci sono atti – ha detto Carli – che raccontano di come si è mosso il comune per mitigare questo impatto. E poi c’è ovviamente un problema politico, dopo che anche l’ex sindaco Vivaldi si è dissociato dall’operato dell’attuale amministrazione. A dimostrarlo sono anche i tanti assenti di questa sera”.
A far discutere, com’è noto, non è tanto il progetto complessivo di risistemazione dell’area annunciato da Conad del Tirreno, quanto il permesso a costruire, rilasciato alla fine del 2015, per l’ampliamento del magazzino con una nuova struttura di smistamento merci interamente automatizzata. Una struttura da 27 metri di altezza classificata come semplice ‘volume tecnico’ in quanto propedeutica al magazzino stesso.
Una classificazione che non ha convinto né l’ex sindaco Vivaldi né una parte della maggioranza e del partito, che hanno quindi spinto il sindaco a chiedere un parere in merito anche alla regione. “Il fatto che si parli di volume tecnico mi ha molto sorpreso – ha spiegato il capogruppo dei Cinque Stelle Luca Potì – perché in base alla normativa un volume tecnico dovrebbe essere indispensabile per un immobile e impossibile da inserire all’interno dell’immobile stesso. In questo caso, invece, il magazzino funziona anche a prescindere. Ad ogni modo mi sembra sorprendente che il Pd abbia voluto chiedere un parere alla regione su una questione di competenza comunale prima ancora che la cosa fosse trattata in regione. Quel che è certo è che l’autorizzazione a costruire è stata indubbiamente veloce, se si considera che la richiesta è stata presentata il 13 novembre”.

La replica del sindaco
Il sindaco Giovanni Capecchi, dal canto suo, evitando di replicare alle accuse di Carli sulla presunta opposizione all’accesso agli atti, ha ribadito la propria posizione, spiegando che “la richiesta di ampliamento presentata da Conad il 13 novembre è stata valutata dal Suap e dall’Ufficio edilizia e urbanistica. La sua classificazione in volume tecnico è stata data dai nostri uffici sulla base della normativa, alla luce del fatto che si tratta di una struttura che non ha vita propria ma che è propedeutica al magazzino stesso”. “Una volta ricevuta questa richiesta – ha proseguito il sindaco – conoscendo i problemi dell’area ho chiesto a Conad un intervento di sistemazione adeguata, alla quale Conad mi ha risposto con un progetto di massima. Pertanto occorre scindere in due la vicenda: da un lato c’è un permesso a costruire per un ampliamento che non poteva essere oggetto di discussione in alcun modo, dall’altra c’è un piano complessivo di sistemazione della zona che dovremo discutere da qui in avanti. È quindi una partita che è solo all’inizio e che dovremo discutere”.
Fra i vari appunti mossi nei confronti del progetto c’è anche la questione della strada comunale a fianco del magazzino, che Conad ha recentemente asfaltato nell’ambito dei lavori per la costruzione del grande volume tecnico. “La strada è stata asfaltata a spesa di Conad perché gli serviva – ha risposto Capecchi – versando in cambio 18mila euro per il suolo pubblico.

 

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