Castelfranco saluta lo stilista Alfiero Maccanti

I primi a ricordarlo con affetto sono i tanti che hanno avuto occasione di lavorare al suo fianco, apprezzandone quelle capacità umane e professionali che lo hanno portato in giro per il mondo. Capacità che ne avevano fatto uno dei punti di riferimento per la calzatura del comprensorio, tra gli stilisti più apprezzati di una Castelfranco della manifattura che non esiste più. Se n’è andato ieri, all’età di quasi 94 anni, il castelfranchese Alfiero Maccanti, per tanti anni direttore dello storico calzaturificio Osvaldo Martini.

Originario di Marti, dove era nato e cresciuto, si era trasferito a Castelfranco all’età di 30 anni, nell’abitazione di via De Gasperi, di fronte all’ex Sirenetta, dove ha abitato fino all’ultimo. Disegnatore dalle mani d’oro e modellista, era stato direttore per ben 25 anni del celebre calzaturificio Martini, all’epoca azienda tra le più all’avanguardia del comprensorio, con tanto di ufficio commerciale negli Stati Uniti. E fu proprio in America, negli anni ’70, che la compagnia statunitense con la quale Maccanti collaborava decise che lo voleva per sé. Un’avventura lavorativa che per 15 anni lo ha portato in giro per il mondo, tra aziende e fiere del settore, facendo da tramite tra la calzatura italiana e l’esportazione nei mercati esteri. Quando era a casa, riceveva spesso ospiti americani che venivano a chiedergli un particolare modello: lui cominciava a disegnare e a tagliare, e insieme alla moglie Tosca, abile aggiuntatrice, era in grado di preparare sul momento un campione che lasciava entusiasti i committenti arrivati dall’altra parte dell’oceano. Anche dopo la pensione, del resto, erano tanti gli imprenditori della zona che hanno continuato a bussare in via De Gasperi chiedendogli di disegnare qualcosa dando forma alle proprie idee.
Persona dai modi gentili ed educati, Maccanti è ricordato anche per essere stato un grande appassionato di ciclismo, continuando ad andare in biciletta fino all’età di 83 anni. Tra i suoi orgogli di gioventù, invece, il ricordo era rivolto soprattutto ai 5 anni trascorsi da carabiniere durante la Seconda guerra mondiale. Cinque anni difficili, nei quali Maccanti riusciva ad integrare il misero rancio della truppa regalando disegni e bozzetti a carboncino in cambio di un pezzo di pane e qualche uova. Membro dell’associazione carabinieri in congedo, Maccanti ha voluto essere rivestito con il cappello e la spilla tipiche dell’associazione anche per l’ultimo viaggio.
I funerali dell’uomo, padre delle figlie Cecilia e Laura, si svolgeranno domani, alle 15,30 con ritrovo all’abitazione di via De Gasperi dove partirà il corteo per la chiesa Collegiata.

 

Giacomo Pelfer

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