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Il borgo che vorrei è senza fondi sfitti e aperta a eventi foto

Cinque bandi per altrettanti obiettivi da raggiungere per recuperare i fondi sfitti, incrementare il turismo e premiare le attività che scelgono Santa Maria a Monte. E’ quanto la sindaco Ilaria Parrella ha anticipato sul futuro a Smam, il borgo che vorrei, la tavola rotonda ospitata oggi 16 giugno dalla Rocca.

” Una riflessione che abbiamo voluto far partire da qui, la Rocca, punto più alto del paese e dal quale tutto è iniziato: la nostra storia, la nostra comunità, persino il nome che il cmune porta oggi, che deriva da quella prima chiesa devota alla Vergine – ha detto la sindaca – un luogo importante per il quale questa amministrazione si è spesa con importanti lavori di riqualificazione già fatti, come via Costa ed il rifacimento del muro, costato nel complesso circa 200mila euro, e gli ex-macelli che presto ospiteranno un presidio sanitario degno di uno comune come il nostro”. La sindaca ha inoltre approfittato del suo intervento per fare il punto sui progetti futuri, molti dei quali sono stati inseriti nel PIU, Piano di Innovazione Urbana, il progetto presentato dai 6 comuni del Comprensorio a caccia dei finanziamenti regionali, fra i quali compaiono il progetto di Italo Rota per la riqualificazione di Piazza della Vittoria e quello dell’area della fonte, sotto il cimitero.

Cinque bandi per il centro storico. La vera sorpresa sono però i 5 bandi lanciati proprio oggi dalla sindaca che da domani rappresenteranno il piano con il quale il comune intende “aggredire” il centro storico da un punto di vista della vitalità economica e commerciale. Cinque bandi per cinque obiettivi per il recupero delle aree depresse del cuore del paese, “centro del capoluogo ma anche di tutto il comune” come ha detto la prima cittadina. Si comincia dal bando scritto ad hoc per il recupero dei fondi sfitti, vera piaca dell’antica chiocciola in tempi odierni, che prevede l’erogazione di 6mila euro a fondo perduto ed il baratto amministrativo su Imu e Tasi. Per incentivare le attività, specie quelle tipiche, a disposizione ci sono poi 1700 euro; previsto un piano anche per coloro che metteranno a dispozione i cunicoli e la città sotterranea, autentico gioiello che oggi corre sotto le case del comune, quasi tutto in mano ai privati: per loro previsto un abbattimento dei tributi di 500 euro annui per la messa disposizione uno spazio. Miille gli euro una tantum, inoltre, per gli esercizi già esistenti già esistenti in occasione di eventi che vorranno organizzare.

La sindaca ha inoltre voluto ribadire quanto la legislazione vigente in materia di riqualificazione e promozione delle infrastrutture non preveda un utile fruizione dei finanziamenti per i comuni come quelli del Comprensorio. “Siamo sempre o troppo piccoli o troppo grandi – ha spiegato – e spesso nei bandi europei e non i comuni come il nostro, fra i 10 ed i 20mila abitanti, sono tagliati fuori”. Fra i vari interventi, anche quello del vice-ministro Riccardo Nencini che ha parlato del ruolo economicamente sostenibile delle piccole infrastrutture per il rilancio dei centri, dell’assessora e vicesindaco Manuela Del Grande, del professor Filippo Dami, docente di diritto tributario che ha parlato del ruolo cruciale del baratto amministrativo come strumento di riavvio delle attività commerciali nelle aree depresse e di Mauro Ciampa, architetto e urbanista dell’Università di Pisa.

Nilo Di Modica

 

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